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Cucina di Rosa
Pesce

Baccalà alla Cappuccina – Friuli-Venezia Giulia

Baccalà alla Cappuccina – Friuli-Venezia Giulia
Porzioni 4 persone
Preparazione 25 minuti
Cottura casseruola a fuoco dolce
Difficoltà media

Il Baccalà alla Cappuccina è una preparazione tradizionale del Friuli-Venezia Giulia, particolarmente interessante per il suo caratteristico incontro tra sapori salati e note dolci. Come accade in diverse ricette dell’area friulana, la cucina popolare risente degli scambi culturali con il mondo mitteleuropeo e veneziano, dando origine a combinazioni aromatiche molto particolari.

Nelle versioni tradizionali il baccalà viene cotto lentamente con cipolla, latte e aromi, mentre uvetta e pinoli possono creare il tipico contrasto agrodolce. Il risultato è un pesce tenerissimo avvolto da un fondo cremoso e profumato, ideale da accompagnare con polenta calda.

Ingredienti

  • 800 g di baccalà salato già ammollato e dissalato
  • 2 cipolle grandi
  • 300 ml di latte intero
  • 40 g di uvetta
  • 30 g di pinoli
  • 2 filetti di acciuga, facoltativi
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 piccola foglia di alloro
  • 1 pizzico di cannella, facoltativo
  • prezzemolo fresco q.b.
  • pepe nero q.b.
  • sale solo se necessario

Per accompagnare:

  • 250 g di farina di mais
  • 1 litro circa di acqua
  • sale q.b.

Preparazione

1. Dissalare correttamente il baccalà

Se acquistate il baccalà ancora sotto sale, sciacquatelo accuratamente per eliminare il sale superficiale.

Tagliatelo in pezzi grandi e sistematelo in una ciotola capiente completamente coperto con acqua fredda.

Conservatelo in frigorifero per 36-48 ore, cambiando l’acqua ogni 8 ore circa.

Il tempo necessario dipende dallo spessore dei pezzi. Prima di cucinarlo è consigliabile assaggiarne una piccolissima parte dopo averla cotta, in modo da verificare il livello di sapidità.

Se acquistate baccalà già dissalato, potete naturalmente saltare questo procedimento.

2. Preparare il pesce

Scolate il baccalà e asciugatelo delicatamente con carta da cucina.

Controllate attentamente la presenza di eventuali spine ed eliminatele con una pinzetta.

Tagliate il pesce in 4-6 pezzi abbastanza grandi. Mantenere porzioni generose aiuta a evitare che il baccalà si sfaldi completamente durante la lunga cottura.

Infarinate molto leggermente i pezzi, eliminando la farina in eccesso.

3. Preparare uvetta e pinoli

Mettete l’uvetta in una piccola ciotola e copritela con acqua tiepida.

Lasciatela ammorbidire per circa 10-15 minuti, quindi scolatela e strizzatela delicatamente.

Tostate i pinoli per un paio di minuti in una padella asciutta, mantenendo il fuoco basso e muovendoli frequentemente. Appena iniziano a diventare dorati, toglieteli immediatamente dalla padella.

4. Cuocere lentamente le cipolle

Sbucciate le cipolle e affettatele molto sottilmente.

Scaldate tre cucchiai di olio extravergine d’oliva in una casseruola larga e aggiungete le cipolle.

Lasciatele appassire a fuoco molto dolce per circa 12-15 minuti.

Non devono friggere né diventare eccessivamente scure. Se necessario, aggiungete uno o due cucchiai di acqua per mantenerle morbide.

Se utilizzate le acciughe, aggiungetele alle cipolle e lasciatele sciogliere completamente nel fondo.

5. Aggiungere il baccalà

Sistemate i pezzi di baccalà sopra il letto di cipolle, possibilmente in un unico strato.

Lasciateli insaporire per circa 2 minuti per lato, girandoli con estrema delicatezza.

Aggiungete l’alloro, l’uvetta e metà dei pinoli.

Versate il latte lungo i bordi della casseruola senza versarlo direttamente sul pesce.

6. Cuocere lentamente

Portate il liquido a un leggerissimo fremito, quindi abbassate immediatamente la fiamma.

Coprite parzialmente la casseruola e cuocete per circa 35-40 minuti.

Il liquido non deve bollire vigorosamente: una cottura troppo aggressiva rischierebbe di rompere il pesce e potrebbe alterare la consistenza del latte.

Durante la preparazione muovete occasionalmente la casseruola invece di mescolare energicamente con un cucchiaio.

Se il fondo diventa troppo asciutto, aggiungete qualche cucchiaio di latte caldo.

7. Completare la salsa

Negli ultimi minuti aggiungete i pinoli rimasti, una macinata di pepe nero e, se gradito, un pizzico molto leggero di cannella.

Assaggiate il fondo prima di aggiungere sale. Nella maggior parte dei casi il baccalà conserva già una sapidità sufficiente.

Continuate la cottura senza coperchio per qualche minuto se la salsa appare troppo liquida.

Il risultato finale deve essere cremoso, con cipolle molto morbide e baccalà tenero ma ancora riconoscibile in pezzi.

8. Lasciare riposare

Spegnete il fuoco e lasciate riposare il Baccalà alla Cappuccina per circa 10 minuti.

Questo breve riposo permette alla salsa di addensarsi ulteriormente e ai diversi aromi di amalgamarsi.

Completate con poco prezzemolo fresco tritato prima di servire.

Come ottenere un baccalà morbido

La temperatura è fondamentale.

Il baccalà non deve essere sottoposto a un’ebollizione violenta. Una cottura lenta permette alle sue fibre di rimanere morbide e succose.

Anche girare continuamente il pesce è un errore. Una volta sistemati i pezzi nella casseruola, è preferibile muovere delicatamente il recipiente quando necessario.

La pelle, se presente, può contribuire a mantenere compatto il pezzo durante la cottura e ad arricchire naturalmente il fondo.

L’equilibrio tra dolce e salato

Una delle caratteristiche più interessanti della preparazione è il contrasto tra la naturale sapidità del pesce e la dolcezza di cipolle e uvetta.

L’uvetta non deve però dominare il piatto. La quantità indicata serve a creare piccoli accenti dolci distribuiti nella salsa.

Anche la cannella, presente in alcune interpretazioni della ricetta, deve essere utilizzata con estrema moderazione: un pizzico è sufficiente per conferire una nota aromatica senza trasformare il carattere del piatto.

Attenzione al sale

Il punto più delicato quando si cucina il baccalà è proprio la sapidità.

Per questo motivo è meglio non salare il soffritto e non aggiungere sale durante la prima parte della preparazione.

Soltanto alla fine, dopo aver assaggiato sia il pesce sia il fondo di cottura, potrete decidere se aggiungerne una piccola quantità.

La polenta come accompagnamento

Il Baccalà alla Cappuccina si abbina particolarmente bene alla polenta.

Portate a ebollizione circa un litro d’acqua leggermente salata e versate gradualmente la farina di mais, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.

Continuate la cottura seguendo il tempo indicato sulla confezione della farina utilizzata. Una polenta tradizionale può richiedere circa 40-50 minuti, mentre le farine precotte hanno tempi molto più brevi.

Servitela morbida e calda accanto al baccalà, distribuendo sopra una parte della salsa di cipolle.

Varianti

Le ricette familiari possono presentare differenze significative.

Alcune preparazioni prevedono una quantità maggiore di latte, ottenendo un fondo particolarmente morbido. Altre utilizzano meno liquido e producono una salsa più concentrata.

L’uvetta può essere ridotta secondo il gusto personale, mentre i pinoli possono essere leggermente aumentati per accentuare la componente croccante.

In alcune interpretazioni vengono aggiunte spezie aromatiche, sempre in quantità molto contenute.

Come servirlo

Servite il Baccalà alla Cappuccina caldo, ma non necessariamente appena tolto dal fuoco.

Il breve riposo dopo la cottura migliora infatti la consistenza della salsa.

Disponete sul piatto una porzione di polenta, aggiungete un pezzo di baccalà e completate con abbondante fondo di cipolle, uvetta e pinoli.

Un filo molto leggero di olio extravergine d’oliva può essere aggiunto alla fine.

Conservazione

Il Baccalà alla Cappuccina può essere conservato in frigorifero per un massimo di 2 giorni all’interno di un contenitore ben chiuso.

Prima di riporlo, lasciatelo raffreddare senza mantenerlo troppo a lungo a temperatura ambiente.

Per riscaldarlo trasferitelo in una casseruola, aggiungete uno o due cucchiai di latte e scaldate a fuoco molto basso.

Evitate temperature elevate perché potrebbero asciugare il pesce e separare la salsa.

Domande frequenti

Quanto tempo deve rimanere in ammollo il baccalà?

Generalmente sono necessarie 36-48 ore, ma il tempo dipende dallo spessore e dalla quantità di sale presente nel pesce. L’acqua deve essere cambiata regolarmente e il recipiente mantenuto in frigorifero.

Posso utilizzare baccalà già dissalato?

Sì. È la soluzione più pratica e permette di iniziare direttamente dalla preparazione della ricetta.

Posso eliminare l’uvetta?

Sì, ma perderete una delle note dolci che caratterizzano diverse versioni di questa preparazione. Se non amate un contrasto troppo marcato, potete semplicemente diminuirne la quantità.

Perché il latte non deve bollire troppo?

Una temperatura troppo elevata può compromettere la delicatezza della salsa e rendere il pesce più asciutto. È preferibile mantenere una cottura lenta e regolare.

Posso prepararlo in anticipo?

Sì. Il piatto può essere preparato alcune ore prima e riscaldato delicatamente al momento di servirlo. Il riposo permette inoltre ai sapori di amalgamarsi ulteriormente.

Il Baccalà alla Cappuccina è un piatto che esprime bene la complessità della cucina del Friuli-Venezia Giulia: ingredienti semplici vengono combinati attraverso una lunga cottura per creare un equilibrio particolare tra sapidità, dolcezza e cremosità. Servito con una morbida polenta, diventa un secondo piatto ricco e profondamente legato alla tradizione regionale.

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