Ricette italiane di casa, spiegate passo passo

Cucina di Rosa
Dolci

Pitta ’mpigliata calabrese (Calabria)

Pitta ’mpigliata calabrese (Calabria)
Porzioni 10–12
Preparazione 40 minuti
Cottura 40–45 minuti
Totale circa 1 ora e 55 minuti

La pitta ’mpigliata, conosciuta anche come pitta ’nchiusa in alcune zone della Calabria, è un dolce tradizionale dalla forma scenografica, preparato soprattutto durante le feste e nelle occasioni speciali. Sottili strisce di pasta vengono farcite con un composto ricco di noci, uvetta, miele, zucchero e spezie, poi arrotolate a forma di piccole rose e sistemate vicine nella teglia. Durante la cottura diventano dorate e fragranti, mentre il ripieno rimane profumato e leggermente caramellato. Esistono numerose varianti familiari: questa versione è pensata per essere facilmente realizzabile anche in casa.

Ingredienti

Per l’impasto

  • 500 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova medie
  • 100 ml di olio extravergine d’oliva delicato
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 8 g di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • 200 g di gherigli di noce
  • 120 g di uvetta
  • 80 g di zucchero
  • 100 g di miele
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • scorza grattugiata di 1 arancia non trattata

Per completare

  • 30 g di miele
  • 1–2 cucchiai di acqua tiepida

Preparazione

  1. Preparate l’uvetta e il ripieno.
    Mettete l’uvetta in una ciotola, copritela con acqua tiepida e lasciatela ammorbidire per circa 15 minuti. Nel frattempo tritate grossolanamente le noci: non riducetele in farina, perché qualche pezzetto più grande renderà il ripieno più piacevole. Scolate l’uvetta e asciugatela accuratamente. Mescolatela con noci, zucchero, miele, cannella e scorza d’arancia.
  2. Impastate la base.
    In una ciotola capiente mescolate farina, zucchero, lievito e sale. Formate una cavità al centro e unite le uova, l’olio, il vino bianco e la scorza d’arancia. Impastate prima con una forchetta e successivamente con le mani per circa 5–7 minuti, fino a ottenere una pasta omogenea, elastica e abbastanza morbida da poter essere stesa senza rompersi.
  3. Lasciate riposare.
    Formate un panetto, copritelo con pellicola alimentare o con una ciotola capovolta e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Questo passaggio rilassa l’impasto e facilita la successiva stesura.
  4. Formate la base della pitta.
    Prelevate circa un terzo dell’impasto. Stendetelo formando un disco spesso circa 3 mm e sistematelo sul fondo di una teglia da 26 cm leggermente unta, lasciando un piccolo bordo. Questa base servirà a sostenere le rose durante la cottura.
  5. Preparate le strisce farcite.
    Dividete la pasta rimanente in più porzioni e stendetela molto sottile, circa 2 mm. Ricavate strisce larghe 6–7 cm e lunghe circa 25–30 cm. Distribuite una quantità moderata di ripieno lungo ogni striscia, lasciando libero un piccolo margine. Ripiegate leggermente la pasta sul ripieno e arrotolate ogni striscia senza stringere eccessivamente, formando delle rose.
  6. Componete la pitta ’mpigliata.
    Disponete le rose verticalmente sulla base, iniziando dal centro e proseguendo verso l’esterno. Sistematele abbastanza vicine affinché si sostengano durante la cottura, ma senza comprimerle. Distribuite tra gli spazi l’eventuale ripieno rimasto.
  7. Cuocete.
    Preriscaldate il forno statico a 180 °C. Cuocete la pitta sul ripiano medio-basso per 40–45 minuti. È pronta quando la pasta appare uniformemente dorata e i bordi delle rose risultano asciutti e leggermente croccanti. Se la superficie prende troppo colore prima che la base sia cotta, copritela delicatamente con un foglio di alluminio negli ultimi 10–15 minuti.
  8. Glassate con il miele.
    Mescolate 30 g di miele con 1–2 cucchiai di acqua tiepida. Appena sfornata, spennellate leggermente la superficie del dolce. Lasciate raffreddare completamente nella teglia prima di trasferirlo sul piatto da portata.

Consigli utili

Stendete la pasta sottile. È uno dei passaggi più importanti. Se le strisce sono troppo spesse, le rose risulteranno pesanti e il centro potrebbe richiedere una cottura eccessivamente lunga.

Non tritate finemente le noci. Una granella grossolana permette di ottenere il caratteristico contrasto tra la pasta e il ripieno.

Asciugate bene l’uvetta. L’acqua rimasta dopo l’ammollo potrebbe rendere il ripieno eccessivamente umido e ostacolare una buona cottura della pasta.

Non esagerate con il ripieno. Le strisce devono potersi arrotolare facilmente. Una quantità eccessiva di miele e frutta secca potrebbe fuoriuscire e caramellare troppo sul fondo.

Aspettate prima di tagliarla. La pitta appena sfornata è ancora morbida e il miele molto caldo. Raffreddandosi, la struttura diventa più stabile e i sapori risultano meglio definiti.

Varianti e sostituzioni

Con mandorle

Potete sostituire fino a metà delle noci con mandorle tostate e tritate grossolanamente. Il ripieno risulterà leggermente più delicato e croccante.

Con vino dolce

Al posto del vino bianco secco nell’impasto si può utilizzare un vino aromatico o leggermente dolce. Il profumo sarà più intenso, mentre la consistenza dell’impasto resterà simile.

Con scorza di mandarino

La scorza d’arancia può essere sostituita, completamente o in parte, con scorza di mandarino non trattato. Dona al dolce una nota agrumata particolarmente profumata.

Più o meno cannella

La quantità di cannella può essere regolata secondo il gusto. Per mantenere equilibrato il sapore della frutta secca, è preferibile non eccedere: mezzo cucchiaino offre un aroma delicato, mentre un cucchiaino dà una presenza più evidente.

Con un ripieno più ricco

Alcune varianti prevedono altra frutta secca o aromi aggiuntivi. È possibile personalizzare il ripieno, mantenendo però equilibrata la quantità degli ingredienti umidi: troppo miele renderebbe difficile chiudere le rose e potrebbe bruciare durante la cottura.

Conservazione

La pitta ’mpigliata si conserva bene grazie alla presenza di miele e frutta secca. Una volta completamente fredda, sistematela in un contenitore ben chiuso e conservatela in un luogo fresco e asciutto per circa 4–5 giorni.

Se la temperatura ambiente è molto elevata, è preferibile conservarla in frigorifero, sempre ben coperta, e riportarla a temperatura ambiente prima di servirla.

Può essere anche congelata. Tagliatela in porzioni, avvolgetele accuratamente e conservatele in un contenitore adatto al congelatore per circa 1 mese. Lasciate scongelare lentamente a temperatura ambiente oppure in frigorifero.

Se desiderate ravvivarne la fragranza, scaldate una porzione per circa 5 minuti a 150 °C. Non utilizzate temperature troppo alte, perché miele, zucchero e frutta secca possono scurirsi rapidamente.

Domande frequenti

Perché le rose si aprono durante la cottura?

Probabilmente sono state arrotolate troppo larghe oppure riempite eccessivamente. Sistemarle abbastanza vicine nella teglia aiuta inoltre a mantenerne la forma.

Posso prepararla il giorno prima?

Sì. Anzi, dopo alcune ore di riposo gli aromi di miele, agrumi, cannella e frutta secca diventano più armoniosi. Conservatela ben coperta una volta raffreddata.

Come faccio a capire se anche il fondo è cotto?

Oltre alla superficie dorata, controllate il bordo inferiore: deve apparire asciutto e ben colorito. Una teglia metallica favorisce una cottura più uniforme della base.

Posso eliminare l’uvetta?

Sì. Potete aumentare leggermente la quantità di noci o utilizzare altra frutta secca, tenendo presente che il risultato sarà meno morbido e naturalmente meno dolce.

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