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Farro alla Garfagnina: la ricetta tradizionale toscana

Farro alla Garfagnina: la ricetta tradizionale toscana
Porzioni 4 persone
Preparazione 20 minuti
Cottura circa 1 ora e 30 minuti
Totale circa 2 ore, escluso l’ammollo

Il farro alla Garfagnina è una preparazione rustica della tradizione toscana, legata alla Garfagnana, territorio montano della provincia di Lucca dove il farro è coltivato da secoli. La versione più classica è una minestra sostanziosa, preparata con farro, fagioli, verdure e aromi, dalla consistenza cremosa e avvolgente. Il Farro della Garfagnana IGP è particolarmente adatto perché mantiene una piacevole consistenza anche dopo una cottura prolungata. È un piatto semplice e completo, ideale nei mesi più freschi e ancora più gustoso dopo qualche minuto di riposo, condito con un filo di buon olio extravergine d’oliva.

Ingredienti

  • 250 g di farro perlato, preferibilmente Farro della Garfagnana IGP
  • 200 g di fagioli borlotti secchi
  • 1,5 litri circa di acqua
  • 1 cipolla media, circa 100 g
  • 1 carota, circa 80 g
  • 1 costa di sedano, circa 60 g
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 foglie di salvia
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale quanto basta
  • pepe nero macinato al momento

Preparazione

  1. Mettete a bagno i fagioli. La sera precedente sciacquate i borlotti e trasferiteli in una ciotola capiente. Copriteli abbondantemente con acqua fredda e lasciateli in ammollo per 8-12 ore. Il giorno successivo scolateli e sciacquateli nuovamente.
  2. Cuocete i fagioli. Trasferiteli in una pentola e copriteli con circa 1,5 litri di acqua fresca. Portate lentamente a leggero bollore e cuocete per circa 50-60 minuti, o finché risultano teneri ma ancora integri. Non gettate l’acqua di cottura: servirà come base della minestra.
  3. Preparate il soffritto. Tritate finemente cipolla, carota e sedano. Scaldate 3 cucchiai di olio in una casseruola e aggiungete le verdure insieme allo spicchio d’aglio. Lasciatele appassire a fuoco medio-basso per 8-10 minuti, mescolando spesso. Unite rosmarino e salvia.
  4. Aggiungete il pomodoro. Incorporate il concentrato di pomodoro e fatelo insaporire per circa 1 minuto. Prelevate circa metà dei fagioli cotti e frullateli con 250-300 ml della loro acqua di cottura, fino a ottenere una crema abbastanza fluida.
  5. Create la base della minestra. Versate la crema di fagioli nella casseruola con il soffritto. Aggiungete anche i fagioli lasciati interi e circa 700 ml della loro acqua di cottura. Portate dolcemente a ebollizione.
  6. Unite il farro. Sciacquate accuratamente il farro sotto acqua corrente e aggiungetelo alla minestra. Cuocete a fuoco medio-basso per circa 30-35 minuti, mescolando regolarmente, soprattutto verso la fine. Se la preparazione diventa troppo densa prima che il farro sia tenero, aggiungete altra acqua calda poco alla volta.
  7. Regolate la consistenza. Quando il farro è cotto ma mantiene ancora una leggera consistenza al morso, eliminate aglio e aromi. Regolate di sale e pepe. La minestra deve essere cremosa e abbastanza densa, ma non asciutta: durante il riposo continuerà ad addensarsi.
  8. Lasciate riposare e servite. Spegnete il fuoco e lasciate riposare per 5-10 minuti. Distribuite il farro alla Garfagnina nelle scodelle e completate ogni porzione con l’ultimo cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo e una macinata di pepe.

Consigli per un farro alla Garfagnina perfetto

Conservate l’acqua dei fagioli. È ricca di sapore e amido e contribuisce a creare la tipica consistenza cremosa della minestra.

Frullate soltanto una parte dei legumi. I fagioli passati rendono il brodo denso e vellutato, mentre quelli lasciati interi danno consistenza al piatto.

Controllate il tipo di farro. I tempi di cottura possono cambiare sensibilmente. Il farro perlato cuoce generalmente più velocemente e spesso non necessita di ammollo; seguite comunque le indicazioni riportate sulla confezione.

Mescolate durante la fase finale. Quando il farro rilascia amido, la minestra tende ad attaccarsi più facilmente sul fondo.

Non rendetela troppo asciutta. Spegnete il fuoco quando è ancora leggermente più fluida della consistenza desiderata. Il farro continuerà ad assorbire liquido durante il riposo.

Aggiungete l’olio a crudo. Un buon extravergine toscano completa il piatto senza bisogno di condimenti elaborati.

Varianti e sostituzioni

Con fagioli già cotti

Per abbreviare la preparazione potete utilizzare circa 450-500 g di fagioli borlotti già cotti e scolati. In questo caso sostituite la loro acqua di cottura con brodo vegetale leggero. Il risultato sarà comunque gustoso, anche se leggermente meno cremoso.

Con pancetta

Per una versione più ricca potete aggiungere 80 g di pancetta tagliata a piccoli cubetti. Fatela rosolare per 3-4 minuti prima di aggiungere cipolla, carota e sedano. Riducete il sale perché la pancetta apporta già sapidità.

Senza pomodoro

Il concentrato può essere omesso per ottenere una minestra più chiara, nella quale emergono maggiormente il sapore dei fagioli, del farro e delle erbe aromatiche.

Con cavolo nero

Durante i mesi freddi potete aggiungere circa 150 g di cavolo nero pulito e tagliato a strisce. Unitelo circa 15-20 minuti prima della fine della cottura. La minestra diventerà ancora più rustica e vegetale.

Come servire il farro alla Garfagnina

Il farro alla Garfagnina va servito caldo, ma non necessariamente bollente. Qualche minuto di riposo permette alla consistenza di stabilizzarsi e agli aromi di amalgamarsi.

Completatelo semplicemente con olio extravergine d’oliva e pepe nero. Se desiderate, potete accompagnarlo con fette di pane toscano tostato, eventualmente strofinate leggermente con aglio.

È una preparazione già sostanziosa, quindi non necessita di contorni elaborati. In porzioni più piccole può essere proposta come primo piatto; in quantità abbondante diventa facilmente un piatto unico.

Conservazione

Lasciate raffreddare gli avanzi senza mantenerli a lungo a temperatura ambiente, quindi trasferiteli in un contenitore ermetico. Il farro alla Garfagnina può essere conservato in frigorifero per 2-3 giorni.

Durante il riposo il farro assorbe molto liquido. Per riscaldarlo, trasferitelo in una casseruola, aggiungete un po’ di acqua o brodo e scaldate a fuoco medio-basso, mescolando fino a quando sarà ben caldo anche al centro.

La minestra può essere congelata per circa 1-2 mesi, anche se il farro dopo lo scongelamento può risultare leggermente più morbido. Lasciatela scongelare in frigorifero e riscaldatela aggiungendo il liquido necessario per recuperare la consistenza originale.

Domande frequenti

Il farro deve essere messo in ammollo?

Dipende dal prodotto utilizzato. Il farro perlato generalmente non richiede ammollo, mentre quello meno lavorato può avere tempi più lunghi. Controllate sempre le indicazioni sulla confezione.

Posso preparare la minestra il giorno prima?

Sì. Il giorno successivo sarà molto più densa perché il farro avrà assorbito parte del liquido. Aggiungete acqua o brodo durante il riscaldamento fino a ottenere nuovamente una consistenza cremosa.

Quali fagioli sono più adatti?

I borlotti sono un’ottima scelta perché diventano cremosi senza perdere completamente la loro struttura. È possibile utilizzare anche altri fagioli dal gusto delicato.

Perché frullare una parte dei fagioli?

La crema di fagioli addensa naturalmente la minestra senza bisogno di farina, panna o altri addensanti. Il risultato è un fondo corposo che avvolge bene i chicchi di farro.

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