Patate ’Mpacchiuse alla Cosentina – Calabria
Le Patate ’Mpacchiuse alla Cosentina sono uno dei contorni più caratteristici della cucina calabrese, in particolare della tradizione di Cosenza. Il loro nome deriva dal termine dialettale “’mpacchiuse”, che richiama l’idea di patate che durante la cottura rimangono leggermente attaccate tra loro.
La preparazione tradizionale è molto semplice: patate tagliate a fette, olio extravergine d’oliva, sale e, molto spesso, cipolla. La particolarità non consiste nell’aggiunta di formaggi o altri condimenti elaborati, ma nella tecnica di cottura in padella, che permette di ottenere patate morbide all’interno, dorate in superficie e piacevolmente unite tra loro.
Ingredienti
- 1 kg di patate
- 1 cipolla rossa grande, preferibilmente di Tropea
- 70 ml di olio extravergine d’oliva
- sale q.b.
- pepe nero q.b., facoltativo
- peperoncino calabrese q.b., facoltativo
Preparazione
1. Preparare le patate
Sbucciate accuratamente le patate e sciacquatele velocemente sotto acqua corrente.
Tagliatele a rondelle dello spessore di circa 4-5 mm. È importante cercare di ottenere fette abbastanza uniformi, in modo che cuociano nello stesso tempo.
A differenza delle classiche patate fritte, non è necessario eliminare completamente l’amido: proprio l’amido contribuisce infatti a creare la caratteristica consistenza delle patate ’mpacchiuse.
2. Preparare la cipolla
Sbucciate la cipolla rossa e tagliatela a fettine sottili.
La cipolla è una delle aggiunte più diffuse alla preparazione cosentina: durante la cottura diventa morbida e dolce, mescolandosi alle patate e creando un piacevole contrasto con le parti più dorate.
3. Scaldare l’olio
Versate l’olio extravergine d’oliva in una padella larga, preferibilmente dal fondo spesso.
Scaldatelo a fuoco medio senza portarlo a una temperatura eccessivamente elevata.
Distribuite quindi le patate nella padella. Non è necessario che siano disposte perfettamente in un unico strato: una leggera sovrapposizione favorisce proprio l’effetto “’mpacchiuso”.
4. Iniziare la cottura
Salate leggermente le patate e coprite la padella con un coperchio.
Cuocete a fuoco medio-basso per circa 10-12 minuti.
Durante questa prima fase il vapore aiuterà le patate ad ammorbidirsi internamente.
Evitate di mescolarle continuamente. Muoverle troppo spesso rischierebbe di romperle prima che abbiano sviluppato una superficie sufficientemente compatta.
5. Aggiungere la cipolla
Togliete il coperchio e distribuite la cipolla affettata sopra le patate.
Continuate la cottura per altri 15-20 minuti, questa volta senza coperchio.
Girate le patate delicatamente con una spatola larga, cercando di mantenere intere buona parte delle fette.
Non preoccupatevi se alcune si attaccano leggermente tra loro: è proprio una delle caratteristiche della ricetta.
6. Farle dorare
Negli ultimi minuti aumentate leggermente la fiamma.
Lasciate che alcune parti delle patate entrino direttamente in contatto con il fondo della padella, così da sviluppare una bella crosticina dorata.
Le cipolle dovranno risultare morbide e leggermente caramellate, senza bruciare.
Se gradite una nota piccante, aggiungete in questa fase un poco di peperoncino calabrese.
7. Servire
Quando le patate sono morbide all’interno e ben dorate esternamente, spegnete il fuoco.
Assaggiate e regolate eventualmente di sale e pepe.
Lasciatele riposare per 2-3 minuti nella padella, quindi trasferitele delicatamente su un piatto da portata.
Servitele calde o tiepide.
Il segreto delle vere patate ’mpacchiuse
Il risultato caratteristico dipende soprattutto dalla cottura.
Le patate non devono essere trattate come normali patate fritte. Non occorre immergerle in abbondante olio e non bisogna cercare di separare perfettamente ogni fetta.
Devono invece cuocere lentamente, inizialmente anche grazie al vapore, per poi dorarsi progressivamente.
L’amido presente sulla superficie contribuisce a far aderire leggermente alcune fette tra loro. Si creano così piccoli gruppi di patate con parti morbide e altre più croccanti.
Quali patate scegliere
Sono preferibili patate dalla polpa compatta, capaci di mantenere abbastanza bene la forma durante la cottura.
Patate eccessivamente farinose possono rompersi facilmente, trasformando il piatto in una preparazione troppo morbida.
Anche lo spessore delle fette è importante: rondelle troppo sottili tendono a bruciarsi, mentre quelle eccessivamente spesse richiedono tempi di cottura più lunghi.
Uno spessore di circa 4-5 mm rappresenta un buon compromesso.
Variante con peperoni
Una variante molto conosciuta prevede l’aggiunta dei peperoni.
Per 1 kg di patate potete utilizzare uno o due peperoni, tagliati a listarelle.
Aggiungeteli durante la cottura insieme alla cipolla. Il loro sapore dolce si combina perfettamente con quello delle patate e dell’olio extravergine d’oliva.
Variante piccante calabrese
Per una versione dal carattere più deciso potete aggiungere peperoncino fresco o secco.
La quantità dipende naturalmente dall’intensità desiderata.
È preferibile aggiungerlo verso la fine della preparazione, in modo che profumi il piatto senza rischiare di bruciarsi nell’olio.
Come accompagnarle
Le Patate ’Mpacchiuse sono un contorno molto versatile.
Si accompagnano bene a secondi piatti di carne, salsiccia, arrosti e preparazioni alla griglia.
Possono però essere servite anche da sole, insieme a pane casereccio, verdure e formaggi, all’interno di un pasto rustico.
Errori da evitare
Il primo errore è mescolare continuamente le patate. Bisogna dare loro il tempo di cuocere e formare una superficie dorata prima di girarle.
Anche utilizzare una padella troppo piccola può rendere difficile ottenere una cottura uniforme. Le patate possono sovrapporsi leggermente, ma non dovrebbero formare uno strato eccessivamente spesso.
Infine, la temperatura deve essere controllata attentamente: un fuoco troppo alto fin dall’inizio rischia di bruciare l’esterno lasciando le patate crude all’interno.
Conservazione
Le Patate ’Mpacchiuse sono migliori appena preparate, quando presentano il giusto contrasto tra parti morbide e dorate.
Gli eventuali avanzi possono essere conservati in frigorifero, all’interno di un contenitore chiuso, per 1-2 giorni.
Per riscaldarle è preferibile utilizzare una padella con pochissimo olio, mantenendo una fiamma media. In questo modo possono recuperare parte della loro doratura.
Il microonde è meno indicato perché tende a rendere le patate molto morbide.
Domande frequenti
Le patate devono essere bollite prima?
No. Nella preparazione tradizionale vengono cotte direttamente in padella. La prima fase con il coperchio permette di ammorbidirle grazie al calore e al vapore.
Bisogna lavare le patate dopo averle tagliate?
Non è necessario. Conservare una parte dell’amido superficiale aiuta a ottenere la caratteristica consistenza leggermente “attaccata”.
La cipolla è obbligatoria?
Esistono preparazioni essenziali con sole patate, olio e sale, ma la versione con cipolla è molto diffusa e particolarmente gustosa.
Posso aggiungere formaggio?
È possibile creare una variante personale, ma il formaggio non è necessario nella preparazione tradizionale delle Patate ’Mpacchiuse alla Cosentina.
Posso prepararle in forno?
Si possono realizzare patate simili al forno, ma il risultato sarà diverso. La cottura lenta direttamente in padella è fondamentale per ottenere la consistenza tipica della ricetta.
Conclusione
Le Patate ’Mpacchiuse alla Cosentina dimostrano come pochi ingredienti possano trasformarsi in un piatto ricco di carattere. Patate, cipolla, olio extravergine d’oliva e sale sono sufficienti per creare uno dei contorni più rappresentativi della cucina calabrese.
Il vero segreto è rispettare la cottura: prima lenta e coperta per ammorbidire le patate, poi senza coperchio per favorire la doratura. Il risultato sono fette tenere, alcune piacevolmente unite tra loro, con bordi dorati e cipolle morbide e saporite.
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