Risotto alla Monzese: la ricetta lombarda con luganega e zafferano
Il Risotto alla Monzese è un primo piatto ricco e cremoso legato alla tradizione gastronomica di Monza e della Brianza. Il protagonista, insieme al riso, è la luganega, una salsiccia fresca dal gusto delicato che viene rosolata e incorporata durante la preparazione. Una delle versioni più diffuse prevede anche lo zafferano, che dona al risotto il caratteristico colore dorato e un profumo elegante. La cottura segue la tecnica classica del risotto: tostatura del riso, aggiunta graduale del brodo e mantecatura finale con burro e formaggio. Il risultato deve essere morbido e cremoso, con chicchi ancora leggermente consistenti.
Ingredienti
- 320 g di riso Carnaroli
- 250 g di luganega di Monza o salsiccia fresca
- 1–1,2 litri di brodo di carne leggero
- 1 cipolla piccola, circa 70 g
- 100 ml di vino bianco secco
- 1 bustina di zafferano, circa 0,15 g
- 50 g di burro
- 60 g di Grana Padano grattugiato
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- sale quanto basta
- pepe nero quanto basta
Preparazione
1. Preparare il brodo e lo zafferano
Portate il brodo a leggero bollore e mantenetelo caldo per tutta la preparazione.
Prelevatene circa 100 ml, versatelo in una tazza e scioglietevi lo zafferano. Mescolate accuratamente e tenete da parte.
Il brodo aggiunto al riso deve essere sempre caldo: utilizzare liquido freddo abbasserebbe bruscamente la temperatura della preparazione e renderebbe meno regolare la cottura.
2. Preparare la luganega
Eliminate delicatamente il budello della luganega e spezzettate la carne con le mani.
Scaldate l’olio in una casseruola larga e aggiungete la salsiccia.
Rosolatela a fuoco medio per circa 5–6 minuti, dividendola con un cucchiaio di legno in piccoli pezzi.
Quando appare leggermente dorata, prelevatene circa un terzo e tenetelo da parte. Potrete aggiungerlo nuovamente verso la fine per mantenere alcuni pezzi più riconoscibili nel risotto.
3. Preparare la cipolla
Abbassate la fiamma e aggiungete nella stessa casseruola 20 g di burro.
Unite la cipolla tritata molto finemente.
Fatela appassire per circa 4–5 minuti a fuoco dolce. Deve diventare morbida e traslucida senza prendere troppo colore.
La luganega rilascia già una parte del proprio grasso, quindi non è necessario aggiungere quantità eccessive di condimento.
4. Tostare il riso
Versate il Carnaroli direttamente nella casseruola.
Alzate leggermente la fiamma e tostate per circa 2 minuti, mescolando continuamente.
I chicchi devono diventare caldi e leggermente traslucidi sui bordi, senza scurirsi.
La tostatura aiuta il riso a mantenere meglio la propria struttura durante la successiva cottura.
5. Sfumare con il vino
Versate 100 ml di vino bianco secco.
Mescolate e lasciate evaporare a fuoco medio-alto per circa 2 minuti, fino a quando il profumo alcolico più intenso sarà scomparso.
A questo punto iniziate ad aggiungere il brodo caldo.
6. Cuocere gradualmente
Versate uno o due mestoli di brodo, quanto basta per coprire appena il riso.
Continuate la cottura a fuoco medio, mescolando regolarmente.
Quando il liquido è quasi completamente assorbito, aggiungete altro brodo caldo.
Procedete in questo modo per circa 12–14 minuti, evitando sia di lasciare asciugare completamente il riso sia di sommergerlo con troppo liquido.
7. Aggiungere lo zafferano
Quando mancano circa 5 minuti al termine della cottura, versate il brodo nel quale avete sciolto lo zafferano.
Mescolate delicatamente fino a ottenere una colorazione dorata uniforme.
Aggiungete anche la luganega rosolata che avevate tenuto da parte.
Proseguite la cottura aggiungendo altro brodo soltanto quando necessario.
8. Controllare la consistenza
Assaggiate il riso.
Il chicco deve risultare cotto ma conservare una leggera resistenza al centro. Il risotto, invece, deve essere morbido e abbastanza fluido.
Se è troppo asciutto, aggiungete un ultimo piccolo mestolo di brodo caldo.
Regolate il sale con cautela: luganega, brodo e Grana Padano apportano già una notevole sapidità.
9. Mantecare
Quando il riso è pronto, spegnete il fuoco.
Aggiungete i 30 g di burro rimasti, ben freddi, e il Grana Padano grattugiato.
Mescolate energicamente oppure muovete delicatamente la casseruola per incorporare i grassi e ottenere una consistenza cremosa.
Se necessario, aggiungete uno o due cucchiai di brodo caldo.
Coprite e lasciate riposare per 1–2 minuti, quindi servite immediatamente con una macinata di pepe nero.
Consigli per un Risotto alla Monzese perfetto
Scegliete un riso adatto. Il Carnaroli mantiene bene la cottura e rilascia abbastanza amido da creare una consistenza cremosa senza perdere facilmente la struttura.
Non aggiungete tutto il brodo insieme. Versarlo gradualmente permette di controllare meglio la cottura e la consistenza finale.
Rosolate la luganega senza seccarla. Deve sviluppare sapore, ma continuerà a cuocere insieme al riso.
Aggiungete lo zafferano verso la fine. In questo modo il suo profumo rimane più evidente e il colore si distribuisce uniformemente.
Mantecate fuori dal fuoco. Burro freddo e formaggio devono essere incorporati quando la casseruola non è più sulla fiamma, così il risotto acquista una consistenza più vellutata.
Varianti e sostituzioni
Senza zafferano
Esistono preparazioni del risotto alla monzese nelle quali la luganega rimane protagonista senza l’aggiunta dello zafferano. Eliminandolo otterrete un risotto più chiaro e dal gusto maggiormente concentrato sulla salsiccia.
Con brodo vegetale
Il brodo di carne può essere sostituito con un brodo vegetale delicato. Il risultato sarà leggermente meno intenso, ma permetterà al sapore della luganega di emergere maggiormente.
Con salsiccia fresca
Se non trovate la luganega di Monza, potete utilizzare una salsiccia fresca di maiale dal gusto delicato. Evitate prodotti eccessivamente speziati, che potrebbero dominare il piatto.
Con Parmigiano Reggiano
Il Grana Padano può essere sostituito con la stessa quantità di Parmigiano Reggiano. A seconda della stagionatura, il gusto finale potrà risultare leggermente più intenso.
Errori da evitare
Usare brodo freddo. Interrompe la regolarità della cottura del riso.
Cuocere troppo la salsiccia all’inizio. Una rosolatura eccessiva può renderla asciutta.
Aggiungere troppo sale subito. Brodo, salsiccia e formaggio sono già sapidi: regolate il condimento soltanto verso la fine.
Lasciare il risotto troppo asciutto. Deve arrivare nel piatto morbido e cremoso, non compatto.
Mantecare sulla fiamma alta. Il calore eccessivo può compromettere la consistenza cremosa ottenuta con burro e formaggio.
Conservazione
Il Risotto alla Monzese è migliore appena preparato, perché con il riposo il riso continua ad assorbire liquido e perde progressivamente la caratteristica consistenza cremosa.
Gli avanzi devono essere raffreddati rapidamente, trasferiti in un contenitore ermetico e conservati in frigorifero a 4 °C o meno. È preferibile consumarli entro 1–2 giorni.
Per riscaldare il risotto, mettetelo in una casseruola con qualche cucchiaio di brodo o acqua e scaldatelo dolcemente, mescolando fino a quando sarà ben caldo anche al centro. La consistenza non sarà identica a quella del risotto appena mantecato.
La congelazione non è consigliata, perché tende a modificare sensibilmente la consistenza del riso.
Domande frequenti
Quale riso utilizzare per il Risotto alla Monzese?
Il Carnaroli è particolarmente indicato perché mantiene bene la cottura e permette di ottenere un risotto cremoso. Anche un buon Vialone Nano può essere utilizzato adattando leggermente i tempi.
Lo zafferano è obbligatorio?
No. Il risotto monzese è legato soprattutto alla presenza della luganega e ne esistono versioni con e senza zafferano. Con lo zafferano assume il caratteristico colore dorato e un aroma più complesso.
Posso utilizzare una normale salsiccia?
Sì, quando la luganega non è disponibile. Scegliete però una salsiccia fresca poco speziata e non troppo salata, perché deve integrarsi con il risotto senza coprirne gli altri sapori.
Come capire se il risotto ha la consistenza corretta?
Muovendo leggermente il piatto, il risotto deve allargarsi naturalmente senza risultare né liquido né compatto. I chicchi devono essere cremosamente legati tra loro ma ancora distinguibili.
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