Schiacciatine toscane all’olio, il finger food che svuota il vassoio in un lampo
Le schiacciatine toscane all’olio sono piccole focacce dorate, profumate e irresistibili, perfette da servire come antipasto, aperitivo o accompagnamento a salumi e formaggi. Hanno un impasto semplice a base di farina, acqua, lievito e buon olio extravergine d’oliva, con una superficie leggermente croccante e saporita grazie al sale grosso. Sono comode da preparare in anticipo e da portare in tavola ancora tiepide: una tira l’altra, soprattutto quando il vassoio arriva al centro della tavola.
Ingredienti
- 500 g di farina 0
- 300 ml di acqua tiepida
- 8 g di lievito di birra fresco
- 1 cucchiaino raso di zucchero
- 10 g di sale fino
- 60 ml di olio extravergine d’oliva
- 30 ml di olio extravergine d’oliva per la superficie
- Sale grosso quanto basta
- Rosmarino fresco quanto basta

Preparazione
Prepara l’impasto
Sciogli il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero. Versa la farina in una ciotola, aggiungi l’acqua con il lievito e inizia a impastare. Unisci il sale e 60 ml di olio, poi lavora fino a ottenere un impasto morbido, liscio e leggermente elastico.
Lascia lievitare
Copri la ciotola e fai lievitare l’impasto a temperatura ambiente per circa 2 ore, finché sarà raddoppiato di volume.

Forma le schiacciatine
Dividi l’impasto in 12 pezzi, sistemali su una teglia rivestita con carta forno e schiacciali con le dita formando piccole focacce ovali o tonde. Lasciale riposare per 20 minuti.
Condisci con olio e sale
Premi di nuovo la superficie con i polpastrelli, poi spennella con l’olio rimasto. Completa con poco sale grosso e qualche ago di rosmarino.
Cuoci in forno
Inforna le schiacciatine in forno statico preriscaldato a 220°C per 12-15 minuti, finché saranno gonfie e dorate. Servile tiepide o a temperatura ambiente.
I consigli di Rosa
Sciogli il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero e aggiungi il sale solo dopo, quando la farina è già bagnata: a contatto diretto con il lievito ne rallenta il lavoro e la lievitazione parte in salita. Tiepida vuol dire appena più calda del dito, non di più.
Quando schiacci i dodici pezzi affonda i polpastrelli fino a sentire la teglia sotto le dita: sono quelle fossette a trattenere l’olio e a dare alla schiacciata la superficie irregolare. Se l’impasto si ritira e torna indietro, lascialo riposare qualche minuto e riprendi, invece di forzarlo tirandolo.
L’olio in superficie mettilo con generosità, perché in forno frigge la crosta e la rende croccante, mentre il sale grosso spargilo alla fine e con misura: sciogliendosi richiama acqua, e dove si ammucchia la superficie resta chiara e umida. Il rosmarino premilo dentro l’impasto invece di appoggiarlo sopra, altrimenti gli aghi esposti al calore si bruciano e diventano amari.
Conservazione
Un sacchetto di carta o un canovaccio pulito sono i posti giusti: la crosta resta asciutta e la mollica non si secca. Il frigorifero no, perché lì i lievitati diventano raffermi più in fretta che sul piano della cucina, e nemmeno un sacchetto di plastica chiuso, dove la superficie unta d’olio si fa gommosa.
Se vuoi portarti avanti congelale già cotte e ben fredde, appoggiate una accanto all’altra: si scaldano direttamente da congelate in forno caldo. Quelle del giorno dopo si risvegliano allo stesso modo, con qualche minuto di forno: appena tiepide tornano a profumare di olio e rosmarino, cosa che fredde non fanno.
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