Torta di carote e yogurt greco, soffice e senza burro
Le carote lessate e ridotte in crema sono il vero motore di questa torta: nella fetta non le riconosci quasi, ma sono loro a tenere l’impasto umido e a dargli quel colore caldo che noti appena affondi il coltello. Io la faccio quando ho voglia di un dolce onesto da mattina presto, senza burro e senza troppa attrezzatura: una passata di mixer per le carote, poi si mescola tutto in una ciotola sola e si accende il forno. La farina di mais, accanto alla 00, lascia sotto i denti una grana appena rustica, mentre lo yogurt greco alla vaniglia porta morbidezza e profumo. A casa mia finisce sempre tra una colazione e una merenda, e nessuno si mette a contare quante carote ci sono dentro.
Ingredienti
- 100 gr di farina 00
- 100 gr di farina di mais
- 300 gr di carote
- 100 gr di yogurt greco alla vaniglia
- 50 gr di dolcificante stevia (oppure 100 gr di zucchero normale o di canna)
- 10 ml di latte
- 1 bustina di lievito
- 3 cucchiai di olio di oliva (che sostituisce il burro)
- Zucchero a velo da utilizzare per la decorazione (facoltativo)
Preparazione
- Pela le carote, riducile a tocchetti e falle lessare in acqua per 15 minuti. Scolale bene e lasciale intiepidire, poi trasferiscile nel mixer insieme ai 10 ml di latte e frulla fino a ottenere una crema liscia, senza pezzetti riconoscibili.
- Rovescia la purea in una ciotola capiente e uniscici lo yogurt greco alla vaniglia, l’olio di oliva, il dolcificante stevia (oppure lo zucchero) e infine le due farine setacciate con il lievito. Continua a mescolare ancora qualche istante, finché l’impasto non diventa omogeneo e privo di grumi.
- Prepara uno stampo di circa 20 centimetri di diametro, versaci dentro il composto e livella la superficie con il dorso di un cucchiaio. Cuoci in forno a 180° per 45 minuti.
- Tira fuori la torta dal forno e lasciala raffreddare del tutto prima di sformarla. Quando la porti in tavola, se ti piace, completala con una velatura di zucchero a velo.

Consigli
Il punto delicato è tutto nella purea. Dopo la bollitura scola le carote con pazienza e lasciale sgocciolare qualche istante nel colino: se porti in ciotola anche l’acqua di cottura, la crema diventa troppo liquida e il centro della torta rischia di restare compatto. Aspetta anche che siano almeno tiepide prima di frullarle, perché unire il lievito a un composto ancora bollente significa consumarne la spinta prima ancora di infornare.
Sulla farina di mais scegli quella macinata fine, il fioretto: la macinatura grossa resterebbe ruvida in bocca e non si legherebbe bene con la crema di carote. Setacciala insieme alla farina 00 e al lievito e versa il misto sulla purea in due o tre riprese, mescolando ogni volta: è il modo più semplice per non ritrovarti grumi che poi non riesci più a sciogliere.
Con uno stampo da 20 centimetri l’impasto sale parecchio, quindi prima di spegnere fai la prova stecchino proprio al centro: deve uscire asciutto, con la superficie dorata e soda al tatto. Sui tempi regolati con gli occhi più che con l’orologio: in forno la torta sta 45 minuti a 180°, mentre la scheda qui sopra conta 55 minuti di cottura, e fra un forno e l’altro la differenza si sente. Nella prima parte della cottura evita di aprire lo sportello, altrimenti la torta si affloscia. Lo zucchero a velo, infine, mettilo solo all’ultimo: su un dolce ancora tiepido si scioglie e sparisce.
Varianti
- Con lo zucchero al posto del dolcificante: 100 gr di semolato per un gusto neutro, oppure la stessa dose di zucchero di canna, che scurisce la fetta e porta una nota di caramello.
- Con yogurt greco bianco invece di quello alla vaniglia, aggiungendo un po’ di vaniglia in polvere o i semi raschiati dalla bacca.
- Profumata agli agrumi: la scorza grattugiata di un’arancia non trattata sposa benissimo le carote.
- Speziata, con un pizzico di cannella o di zenzero in polvere mescolato alle farine.
- Più golosa, con una manciata di noci tritate grossolanamente o di uvetta ammollata e strizzata.
- Senza farina di mais: sostituiscila con la stessa quantità di farina 00 e otterrai una mollica più fine e uniforme.
- In versione monoporzione, distribuendo l’impasto nei pirottini da muffin: in questo caso controlla la cottura con lo stecchino molto prima del tempo indicato per la torta intera.
Conservazione
La crema di carote e lo yogurt lavorano a favore della morbidezza: coperta da una campana di vetro o chiusa in un contenitore ermetico, lontano dai fornelli, questa torta resta buona per due o tre giorni e il secondo giorno è persino più profumata. Se in casa fa caldo e umido spostala in frigorifero, sempre ben chiusa, e tira fuori la fetta una decina di minuti prima di mangiarla, perché il freddo spegne il profumo di vaniglia. Si presta anche al congelatore: taglia le porzioni, avvolgile una a una nella pellicola e falle tornare a temperatura ambiente al momento del bisogno. Lo zucchero a velo, invece, va sempre aggiunto al momento di servire: sulla superficie umida del dolce si assorbe in fretta e ti ritrovi la decorazione sparita.
Domande frequenti
Posso usare le carote crude grattugiate invece di lessarle?
Il risultato cambierebbe parecchio. Qui la crema di carote e latte funziona come parte liquida dell’impasto ed è ciò che tiene la mollica umida; con le carote crude l’impasto resta più asciutto e nella fetta si sentono i filamenti.
Come sostituisco il dolcificante alla stevia?
Con 100 gr di zucchero normale o di canna, come indicato tra gli ingredienti. Le due dosi non coincidono perché la stevia dolcifica molto di più a parità di peso: ne bastano 50 gr.
Davvero non serve il burro?
No, la parte grassa è affidata a 3 cucchiai di olio di oliva. Se preferisci un sapore più neutro scegli un olio delicato, dal fruttato leggero, così non copre la vaniglia dello yogurt.
Come capisco che la torta è cotta?
Infila uno stecchino nel punto più alto, al centro: se esce pulito e asciutto puoi spegnere. Se invece resta umido, lascia la torta ancora qualche minuto nel forno e ripeti la prova.
Posso usare uno stampo di dimensioni diverse?
Sì, ma tienine conto: con un diametro maggiore la torta viene più bassa e cuoce prima, con uno più stretto resta alta e ha bisogno di più tempo. In entrambi i casi affidati alla prova stecchino più che all’orologio.
È adatta ai bambini?
Sì, ed è uno dei suoi punti di forza: le carote spariscono nella crema, il sapore resta dolce e delicato e la consistenza è morbida anche per i più piccoli. Servila a colazione o nella merenda del pomeriggio.
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