Mafalda Siciliana al Sesamo – Sicilia
La Mafalda Siciliana al Sesamo è uno dei pani più riconoscibili della tradizione siciliana. Preparata con semola rimacinata di grano duro e ricoperta generosamente di semi di sesamo, chiamati in Sicilia anche “cimino” o “giuggiulena”, si distingue per la crosta dorata e fragrante, la mollica morbida e il caratteristico profumo tostato.
La forma tradizionale può variare: spesso l’impasto viene modellato creando un lungo cordone disposto a serpentina e completato da una parte centrale o finale che attraversa la pagnotta. Prepararla in casa richiede soprattutto una buona lavorazione dell’impasto e il rispetto dei tempi di lievitazione.
Ingredienti
500 g di semola rimacinata di grano duro
320 ml di acqua tiepida
7 g di lievito di birra secco oppure 20 g di lievito fresco
10 g di sale fino
10 g di miele oppure zucchero
20 ml di olio extravergine d’oliva
Per la superficie
70–80 g di semi di sesamo
30–40 ml di acqua
Preparazione
1. Attivare il lievito
Versate circa 100 ml dell’acqua prevista dalla ricetta in una ciotola. Aggiungete il miele e il lievito e mescolate delicatamente.
Lasciate riposare per 5–10 minuti. Se utilizzate lievito secco istantaneo che non richiede attivazione, potete unirlo direttamente alla semola seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
2. Preparare l’impasto
Versate la semola rimacinata in una ciotola capiente. Aggiungete gradualmente l’acqua con il lievito e iniziate a mescolare.
Incorporate poco alla volta la restante acqua, tenendone da parte circa 20 ml. La quantità effettivamente necessaria può variare leggermente secondo la capacità di assorbimento della semola.
Quando l’impasto comincia a prendere consistenza, unite l’olio extravergine d’oliva.
3. Aggiungere il sale
Sciogliete il sale nell’acqua tenuta da parte e incorporatelo all’impasto.
Continuate a lavorare per circa 10–12 minuti a mano, oppure 7–8 minuti con una planetaria a velocità medio-bassa.
Alla fine dovrete ottenere un impasto elastico, liscio e morbido, ma sufficientemente consistente da mantenere la forma.
4. Prima lievitazione
Formate una palla e sistematela in una ciotola leggermente unta.
Coprite con un panno pulito o con pellicola alimentare e lasciate lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria per circa 2 ore.
L’impasto è pronto quando avrà aumentato visibilmente il proprio volume. Il tempo può cambiare in funzione della temperatura della cucina.
5. Dividere l’impasto
Trasferite delicatamente l’impasto su un piano di lavoro senza aggiungere troppa semola.
Dividetelo in due porzioni da circa 430 g ciascuna.
Copritele e lasciatele rilassare per 10 minuti. Questo breve riposo renderà più semplice allungare l’impasto senza strapparlo.
6. Formare le mafalde
Prendete una porzione e fatela rotolare delicatamente sotto i palmi fino a ottenere un cordone lungo circa 60–70 cm.
Disponete la maggior parte del cordone a serpentina, formando tre o quattro curve ravvicinate. Portate quindi la parte finale lungo il centro della forma, in modo da creare il tipico aspetto della mafalda.
Ripetete lo stesso procedimento con la seconda porzione.
Non stringete eccessivamente le curve: durante la seconda lievitazione e la cottura il pane aumenterà ancora di volume.
7. Applicare il sesamo
Versate i semi di sesamo in un piatto largo.
Spennellate delicatamente la superficie delle mafalde con poca acqua e distribuite abbondantemente il sesamo, premendo molto delicatamente affinché aderisca.
Trasferite i pani su una teglia rivestita con carta forno.
8. Seconda lievitazione
Coprite le mafalde senza stringerle e lasciatele lievitare per circa 45–60 minuti.
Devono diventare visibilmente più gonfie, senza però perdere la definizione della forma.
Nel frattempo preriscaldate il forno statico a 220 °C.
9. Cuocere
Infornate le mafalde nel forno ben caldo.
Cuocete a 220 °C per i primi 10 minuti, quindi abbassate la temperatura a 200 °C e continuate la cottura per altri 15–20 minuti.
La superficie deve diventare intensamente dorata e i semi di sesamo leggermente tostati.
10. Raffreddare correttamente
Sfornate il pane e trasferitelo immediatamente su una gratella.
Lasciatelo raffreddare per almeno 45 minuti prima di tagliarlo. Durante questo periodo la mollica termina di stabilizzarsi.
Tagliare il pane ancora bollente potrebbe renderne l’interno eccessivamente umido e compatto.
Consigli per una Mafalda perfetta
Utilizzate semola rimacinata di grano duro e non la semola più grossolana destinata principalmente alla preparazione della pasta. La granulometria più fine permette di ottenere un impasto elastico e una mollica più piacevole.
Non aggiungete tutta l’acqua immediatamente. Le farine non assorbono sempre la stessa quantità di liquido: conservare una piccola parte dell’acqua permette di controllare meglio la consistenza.
Una buona lavorazione dell’impasto è importante. La massa deve diventare elastica e sufficientemente resistente prima della prima lievitazione.
Anche il forno deve essere completamente preriscaldato. Un calore iniziale elevato favorisce lo sviluppo del pane e contribuisce alla formazione della crosta.
Il ruolo del sesamo
Il sesamo non è soltanto una decorazione. Durante la cottura i semi tostano e sviluppano un aroma intenso che caratterizza profondamente questo pane siciliano.
Per questo motivo la superficie deve essere ricoperta generosamente. Spennellare l’impasto con acqua prima di applicare i semi aiuta a mantenerli aderenti anche dopo la cottura.
Potete tostare leggermente una piccola parte del sesamo prima dell’utilizzo, ma non è indispensabile: il calore del forno sarà sufficiente a svilupparne il profumo.
Varianti
Con lievitazione più lunga
Per sviluppare un profumo più complesso potete ridurre la quantità di lievito e prolungare la fermentazione. In questo caso sarà necessario adattare i tempi alla temperatura e alla quantità di lievito utilizzata.
Mafalde più piccole
Lo stesso impasto può essere diviso in quattro porzioni per ottenere pani individuali. Riducete leggermente il tempo di cottura e controllate la doratura dopo circa 18–20 minuti.
Con una piccola parte di farina 0
Per una mollica leggermente più soffice potete sostituire 100 g di semola rimacinata con 100 g di farina 0. Il pane perderà però una parte del carattere tipico conferito dal grano duro.
Come servire la Mafalda Siciliana
La Mafalda è eccellente appena raffreddata, quando la crosta conserva ancora tutta la sua fragranza. Può accompagnare formaggi, verdure, conserve e numerose preparazioni della cucina mediterranea.
È particolarmente adatta a essere tagliata orizzontalmente e farcita. La mollica sostiene bene ingredienti saporiti senza risultare eccessivamente pesante.
Anche semplicemente condita con pomodoro maturo, olio extravergine d’oliva, origano e un pizzico di sale diventa una preparazione semplice e profumata.
Conservazione
La Mafalda Siciliana è migliore durante le prime 24 ore, quando la crosta è ancora particolarmente fragrante.
Una volta completamente fredda, conservatela in un sacchetto di carta inserito in un sacchetto per alimenti oppure in un contenitore adatto al pane. Si mantiene generalmente per 2–3 giorni.
Se perde croccantezza, scaldatela in forno a 180 °C per circa 5–7 minuti.
Può anche essere congelata. Tagliatela a metà o a fette dopo il completo raffreddamento, confezionatela accuratamente e conservatela nel congelatore per circa un mese.
Domande frequenti
Perché la Mafalda non mantiene la forma?
L’impasto potrebbe essere troppo idratato oppure non sufficientemente lavorato. Anche una lievitazione eccessivamente lunga può far perdere definizione alle curve. Modellate il pane quando l’impasto è elastico e controllate attentamente la seconda lievitazione.
Posso utilizzare farina 00 al posto della semola rimacinata?
Tecnicamente è possibile preparare un pane con farina 00, ma il risultato sarà diverso. La semola rimacinata di grano duro contribuisce in modo importante al colore, al profumo e alla struttura caratteristici della Mafalda.
Come faccio a far aderire bene il sesamo?
Spennellate la superficie con un velo uniforme d’acqua prima di applicare i semi. Premeteli poi delicatamente con le mani senza schiacciare l’impasto lievitato.
Come capire quando il pane è cotto?
La crosta deve essere ben dorata. Sollevando con attenzione il pane e battendo leggermente sul fondo, dovrebbe produrre un suono abbastanza vuoto. Lasciatelo poi raffreddare completamente su una gratella.
Posso preparare l’impasto in anticipo?
Sì. È possibile organizzare una lievitazione più lenta in frigorifero, riducendo opportunamente la quantità di lievito. Prima della formatura lasciate che l’impasto torni gradualmente a una temperatura che lo renda facilmente lavorabile.
Dorata, profumata e ricoperta da un generoso strato di sesamo, la Mafalda Siciliana è un pane che porta immediatamente in tavola i sapori della Sicilia. La semola di grano duro le conferisce personalità, mentre la particolare forma e il profumo dei semi tostati la rendono inconfondibile. Preparata in casa e servita ancora fragrante, è perfetta tanto per accompagnare un pasto quanto per creare un ricco panino siciliano.

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