Pane Carasau Sardo – Il pane croccante della tradizione sarda
Il Pane Carasau è uno dei prodotti più caratteristici della Sardegna. Sottilissimo, leggero e straordinariamente croccante, è conosciuto anche come “carta da musica” proprio per lo spessore ridotto e per il caratteristico rumore che produce quando viene spezzato.
La preparazione tradizionale richiede manualità e un forno molto caldo: i dischi di pasta si gonfiano durante una prima cottura, vengono separati in due sfoglie e successivamente tostati. In casa è possibile riprodurre questo procedimento utilizzando una pietra refrattaria o una teglia già rovente. Il risultato è un pane secco e fragrante che si conserva a lungo e può accompagnare formaggi, salumi, verdure e numerose ricette della cucina sarda.
Ingredienti
500 g di semola rimacinata di grano duro
300 ml circa di acqua tiepida
5 g di lievito di birra secco oppure 15 g di lievito fresco
10 g di sale
Semola rimacinata quanto basta per il piano di lavoro
Preparazione
1. Preparare l’impasto
Versate la semola rimacinata in una ciotola capiente. Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e iniziate ad aggiungerla gradualmente alla semola, mescolando prima con un cucchiaio e poi con le mani.
Quando l’impasto comincia a prendere consistenza, unite il sale.
Trasferitelo sul piano di lavoro e impastate energicamente per circa 10–12 minuti. Dovrete ottenere una pasta liscia, elastica e piuttosto sostenuta.
La quantità esatta di acqua può variare leggermente in funzione della semola utilizzata. Aggiungetela quindi poco alla volta: l’impasto deve essere morbido abbastanza da poter essere steso, ma non appiccicoso.
2. Prima lievitazione
Formate una palla e sistematela in una ciotola pulita. Coprite con un canovaccio oppure con un coperchio e lasciate lievitare in un luogo riparato per circa 2 ore.
Il tempo può cambiare in base alla temperatura della cucina. L’impasto deve apparire visibilmente aumentato di volume e morbido al tatto.
Evitate luoghi eccessivamente caldi: una lievitazione graduale facilita la successiva lavorazione.
3. Dividere l’impasto
Trasferite delicatamente l’impasto sul piano leggermente spolverizzato di semola.
Dividetelo in 5–6 porzioni dello stesso peso e formate delle palline lisce, cercando di non incorporare altra farina del necessario.
Copritele con un canovaccio pulito e lasciatele riposare per circa 30 minuti. Questo passaggio rilassa l’impasto e permette di stenderlo più facilmente.
4. Stendere i dischi
Prendete una pallina alla volta mantenendo le altre coperte.
Stendetela inizialmente con le dita e poi con il matterello fino a ottenere un disco molto sottile, indicativamente di 25–30 cm di diametro.
Lo spessore deve essere il più uniforme possibile. Le parti eccessivamente spesse potrebbero impedire al disco di gonfiarsi correttamente durante la cottura.
Spolverizzate con pochissima semola soltanto quando necessario per evitare che l’impasto si attacchi.
5. Scaldare bene il forno
Preriscaldate il forno alla temperatura massima disponibile, idealmente 250–270 °C.
Se possedete una pietra refrattaria, sistematela nel forno prima di accenderlo e lasciatela scaldare per almeno 30–40 minuti.
In alternativa potete utilizzare una teglia pesante capovolta e lasciarla riscaldare nel forno. Una superficie molto calda è fondamentale perché il disco deve gonfiarsi rapidamente.
6. Prima cottura
Trasferite delicatamente un disco sulla pietra o sulla teglia rovente.
Cuocetelo per circa 1–3 minuti. In condizioni ideali inizierà a gonfiarsi formando una grande tasca d’aria.
Non aspettate che diventi completamente croccante: questa prima fase serve principalmente a cuocere la pasta e a separare naturalmente i due strati.
Estraete il pane non appena è gonfio e ancora relativamente morbido.
7. Separare le sfoglie
Questo è il passaggio più delicato della preparazione.
Quando il pane è ancora caldo ma può essere maneggiato senza scottarsi, incidete delicatamente il bordo e separate i due strati ottenuti durante il rigonfiamento.
Procedete rapidamente ma con attenzione, perché raffreddandosi il pane diventa progressivamente meno flessibile.
Da ogni disco gonfio dovreste ottenere due sfoglie molto sottili.
8. La carasatura
Riportate le sfoglie separate nel forno caldo, questa volta una alla volta, e fatele tostare per circa 1–2 minuti per lato.
Questa seconda cottura, chiamata carasatura, elimina l’umidità residua e conferisce al pane la sua tipica consistenza secca e croccante.
Controllate continuamente le sfoglie: essendo molto sottili possono passare rapidamente da dorate a bruciate.
Una volta pronte, trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare completamente.
Come ottenere un Pane Carasau sottile e croccante
La temperatura del forno è uno degli elementi più importanti. Un forno poco caldo tende ad asciugare lentamente l’impasto senza produrre il rapido rigonfiamento necessario per separare le due sfoglie.
Anche lo spessore deve essere uniforme. Quando stendete i dischi, controllate soprattutto il centro e i bordi: differenze importanti di spessore possono creare zone che rimangono attaccate.
Non utilizzate troppa semola sul piano di lavoro. Una piccola quantità evita che l’impasto si attacchi, mentre un eccesso potrebbe depositarsi sulla superficie e bruciare durante la cottura.
Consigli per una buona riuscita
Preparate tutti i dischi prima di iniziare la cottura, mantenendoli separati e coperti per evitare che si secchino.
Durante la separazione delle sfoglie lavorate con particolare attenzione. Il pane appena uscito dal forno è caldo e il vapore intrappolato all’interno può provocare ustioni: lasciate uscire il vapore prima di aprirlo completamente.
Se un disco non si gonfia perfettamente, non significa necessariamente che debba essere scartato. Potete comunque cuocerlo e tostarlo: sarà meno uniforme, ma resterà piacevolmente croccante.
La pratica aiuta molto. Dopo i primi dischi sarà più semplice individuare lo spessore ideale per il vostro forno.
Varianti e modi di gustarlo
Il Pane Carasau può essere servito semplicemente al naturale, spezzato in grandi frammenti e portato a tavola come alternativa al pane comune.
Una preparazione molto conosciuta è il pane guttiau: le sfoglie vengono condite con un filo di olio extravergine d’oliva e un poco di sale e poi passate brevemente in forno.
Il Carasau può inoltre essere leggermente inumidito per renderlo più flessibile e utilizzarlo in preparazioni a strati.
È celebre anche il pane frattau, nel quale le sfoglie vengono ammorbidite e accompagnate tradizionalmente da salsa di pomodoro, formaggio e uovo.
Come servire il Pane Carasau
Servitelo in un cestino, intero oppure spezzato in grandi pezzi.
La sua consistenza croccante si abbina particolarmente bene ai formaggi, alle verdure, alle creme salate e ai piatti con condimenti morbidi.
Potete anche utilizzarlo come base croccante per piccoli antipasti, aggiungendo il condimento soltanto poco prima di servire per evitare che perda la sua caratteristica friabilità.
Conservazione
Uno dei grandi vantaggi del Pane Carasau è la lunga conservabilità, purché sia stato tostato e asciugato correttamente.
Lasciate raffreddare completamente tutte le sfoglie prima di riporle. Anche una piccola quantità di calore residuo potrebbe creare condensa all’interno del contenitore e compromettere la croccantezza.
Conservatelo in un contenitore ben chiuso oppure in un sacchetto per alimenti, lontano da umidità e fonti di calore. In condizioni corrette può mantenersi croccante per diverse settimane.
Se perde leggermente fragranza, passatelo per pochi minuti nel forno a circa 150 °C e lasciatelo raffreddare completamente prima di conservarlo nuovamente.
Domande frequenti
Perché il Pane Carasau non si gonfia?
Le cause più frequenti sono un forno non sufficientemente caldo oppure un disco steso in modo irregolare. Anche una pasta troppo secca può rendere più difficile la formazione della tasca d’aria.
È necessaria la pietra refrattaria?
No, ma è molto utile perché accumula calore e lo trasferisce rapidamente all’impasto. Una teglia pesante preriscaldata e utilizzata capovolta rappresenta una buona alternativa casalinga.
Perché bisogna cuocerlo due volte?
La prima cottura permette al disco di gonfiarsi e di essere separato in due sfoglie. La seconda, cioè la carasatura, asciuga e tosta le sfoglie rendendole sottili e croccanti.
Quale farina bisogna utilizzare?
La semola rimacinata di grano duro è particolarmente adatta alla preparazione casalinga e permette di ottenere un pane dal caratteristico colore dorato e dal sapore intenso.
Come faccio a mantenerlo croccante?
Il nemico principale è l’umidità. Fate raffreddare perfettamente le sfoglie dopo la carasatura e conservatele sempre in un contenitore ben chiuso e in un ambiente asciutto.

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