Orzo Risottato con Piselli e Menta
L’orzo risottato con piselli e menta è un primo piatto primaverile, cremoso e profumato, preparato cuocendo l’orzo perlato come un risotto. I piselli lo rendono dolce e delicato, mentre la menta fresca aggiunge una nota aromatica leggera che lo rende perfetto anche nelle giornate più tiepide. È una ricetta semplice ma curata, ideale per un pranzo in famiglia o una cena vegetariana dal sapore fresco. La mantecatura finale con burro e parmigiano regala una consistenza morbida e avvolgente.
Ingredienti
- 320 g di orzo perlato
- 300 g di piselli freschi sgranati o surgelati
- 1 cipollotto fresco
- 1 l circa di brodo vegetale caldo
- 80 ml di vino bianco secco
- 30 g di burro
- 40 g di parmigiano reggiano grattugiato
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 8 foglie di menta fresca
- Sale
- Pepe nero

Preparazione
Prepara la base
Sciacqua l’orzo perlato sotto acqua corrente e scolalo bene. Trita finemente il cipollotto e fallo appassire in una casseruola con l’olio extravergine di oliva per 2 minuti, senza farlo scurire.
Tosta l’orzo
Aggiungi l’orzo nella casseruola e tostalo per 2 minuti, mescolando spesso. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare completamente l’alcol.

Cuoci come un risotto
Versa un paio di mestoli di brodo vegetale caldo e cuoci l’orzo a fuoco medio, aggiungendo altro brodo poco alla volta quando il precedente viene assorbito. Dopo circa 15 minuti unisci i piselli e prosegui la cottura per altri 10-12 minuti, finché l’orzo risulta tenero ma ancora leggermente consistente.
Manteca e profuma
Spegni il fuoco, aggiungi il burro, il parmigiano grattugiato, la menta spezzettata, una macinata di pepe e regola di sale. Mescola fino a ottenere un orzo risottato cremoso, lascia riposare 1 minuto e servi caldo.
I consigli di Rosa
Tosta l’orzo sciacquato e ben scolato finché i chicchi sfrigolano: è quel passaggio a tenerli separati, perché l’orzo perlato non ha l’amido del riso e senza tostatura scivola verso la minestra.
I piselli uniscili quando l’orzo è già a metà strada e non prima: cotti a lungo perdono il verde e si spappolano, mentre così restano tondi e dolci in mezzo alla cremosità.
La menta strappala con le mani e uniscila a fuoco spento insieme al burro e al parmigiano: il coltello la ossida e il calore diretto le toglie il profumo, che è poi la ragione per cui sta in questa ricetta.
Conservazione
L’orzo perlato continua ad assorbire liquido anche fuori dal fuoco: da freddo lo ritrovi compatto, quasi in un blocco unico. Tienilo in un contenitore chiuso in frigorifero per 2 giorni e scaldalo in padella con un mestolo di brodo caldo, allargandolo con il cucchiaio finché torna morbido.
La menta è la parte che si perde per prima: annerisce e lascia solo un fondo erbaceo. Se prevedi che ne avanzerà, metti da parte qualche foglia e spezzettala fresca sul piatto appena riscaldato.
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