Pollo Arrosto della Domenica Senza Grassi Aggiunti
Il pollo arrosto della domenica senza grassi aggiunti è un secondo piatto semplice, profumato e leggero, perfetto per il pranzo in famiglia. Si prepara con un pollo intero, erbe aromatiche, limone, aglio e poco vino bianco, senza olio né burro: durante la cottura sarà la pelle a rilasciare naturalmente i suoi succhi, mantenendo la carne morbida e saporita. Il risultato è un arrosto dorato fuori e tenero all’interno, con tutto il gusto della cucina di casa ma più essenziale e digeribile.
Ingredienti
- 1 pollo intero da circa 1,4 kg, già pulito
- 1 limone non trattato
- 2 spicchi di aglio
- 2 rametti di rosmarino
- 4 foglie di salvia
- 100 ml di vino bianco secco
- Sale fino q.b.
- Pepe nero q.b.

Preparazione
Preparare il pollo
Asciugate bene il pollo con carta da cucina, anche all’interno. Salatelo e pepatelo su tutta la superficie e nella cavità, poi inserite all’interno mezzo limone, uno spicchio di aglio, un rametto di rosmarino e la salvia.
Sistemare nella teglia
Adagiate il pollo in una teglia con il petto rivolto verso l’alto. Aggiungete sul fondo il vino bianco, l’altro spicchio di aglio, il rosmarino rimasto e l’altra metà del limone tagliata a pezzi, senza versare grassi.

Cuocere in forno
Cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C per 20 minuti, poi abbassate a 180°C e proseguite per circa 1 ora. Durante la cottura irrorate il pollo 2 o 3 volte con il fondo che si formerà nella teglia.
Verificare la cottura
Il pollo arrosto è pronto quando la pelle è dorata e, incidendo la parte più spessa della coscia, i succhi escono chiari. Se usate un termometro da cucina, la temperatura al cuore deve raggiungere almeno 75°C.
Lasciare riposare e servire
Sfornate il pollo e lasciatelo riposare per 10 minuti prima di tagliarlo. Servitelo caldo con il suo fondo di cottura filtrato o semplicemente raccolto dalla teglia.
I consigli di Rosa
Senza olio né burro, il colore della pelle dipende solo da quanto è asciutta quando entra in forno. Passa la carta da cucina ovunque, anche sotto le ali e dentro la cavità, e sala la superficie all’ultimo momento: il sale messo con anticipo richiama umidità che poi resta lì a fare vapore proprio dove vorresti una crosticina.
Le due temperature hanno compiti diversi: la prima, più alta, serve a far tirare e colorire la pelle, la seconda a portare a cottura il petto senza asciugarlo. Anche le irrorate con il fondo tienile contate: ogni volta che apri lo sportello il forno perde calore e la pelle si ammorbidisce invece di asciugarsi.
Il riposo fuori dal forno è la parte che si salta più volentieri quando tutti sono già a tavola, ed è un errore: se incidi subito, i succhi finiscono sul tagliere invece di ridistribuirsi nella carne, e il petto arriva nel piatto asciutto proprio mentre lo servi.
Conservazione
Il pollo arrosto si conserva molto meglio se lo lasci attaccato ai suoi ossi: la carne sulla carcassa resta umida, mentre le fette già tagliate si seccano in fretta ai bordi. Coprilo e tienilo in frigorifero, e metti da parte in un vasetto a sé il fondo di vino e limone rimasto in teglia, che è la cosa più preziosa che ti resta.
Quando lo riscaldi bagnalo con quel fondo, che nel frattempo si sarà rappreso in gelatina, e tienilo al riparo dall’aria secca del forno: è il vapore a restituire morbidezza al petto, la parte più magra e quella che perde per prima. La pelle, invece, non tornerà croccante come appena sfornata, mettilo in conto.
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