Riso Pilaf alle Erbe Aromatiche
Il riso pilaf alle erbe aromatiche è un contorno semplice e profumato, perfetto per accompagnare carne, pesce, verdure grigliate o piatti speziati. La cottura pilaf rende i chicchi asciutti, separati e leggeri, grazie alla tostatura iniziale e all’assorbimento completo del brodo. In questa versione, prezzemolo, timo, rosmarino ed erba cipollina aggiungono freschezza senza coprire il sapore delicato del riso. È una ricetta pratica da preparare anche in anticipo, ideale quando si vuole portare in tavola un accompagnamento elegante ma essenziale.
Ingredienti
- 320 g di riso basmati
- 700 ml di brodo vegetale caldo
- 1 cipolla piccola
- 40 g di burro
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 1 rametto di rosmarino
- 2 rametti di timo
- 1 foglia di alloro
- 1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
- 1 cucchiaio di erba cipollina tritata
- Sale fino

Preparazione
Sciacquare il riso
Metti il riso basmati in un colino e sciacqualo sotto acqua fredda finché l’acqua risulta limpida. Lascialo scolare bene per qualche minuto.
Preparare il fondo aromatico
Trita finemente la cipolla. In una casseruola dal fondo spesso sciogli il burro con l’olio, aggiungi la cipolla, l’alloro, il rosmarino e il timo, poi lascia appassire a fuoco dolce per 5 minuti senza far colorire.

Tostare il riso
Unisci il riso ben scolato e mescola per 2 minuti, finché i chicchi diventano lucidi e ben avvolti dal condimento.
Cuocere il riso pilaf
Versa il brodo vegetale caldo, regola di sale e porta a leggero bollore. Copri con un coperchio, abbassa la fiamma al minimo e cuoci per 12 minuti senza mescolare.
Far riposare e profumare
Spegni il fuoco e lascia riposare il riso coperto per 5 minuti. Elimina alloro, rosmarino e timo, sgrana i chicchi con una forchetta e completa con prezzemolo ed erba cipollina tritati.
I consigli di Rosa
Qui sciacquare il basmati fino ad acqua limpida è obbligatorio, ed è l’esatto contrario di quello che faresti per un risotto: l’amido in superficie è ciò che incolla i chicchi fra loro, e il pilaf vive del contrario. Poi lascialo scolare qualche minuto, perché un riso zuppo non si tosta, nel burro comincia a stufare invece di diventare lucido.
Il coperchio non si solleva per i dodici minuti di cottura, nemmeno per dare un’occhiata: la cottura pilaf funziona con il vapore intrappolato, e ogni volta che apri ne perdi una parte e la superficie resta cruda. La fiamma tienila davvero al minimo, altrimenti il fondo si attacca prima che sopra sia cotto.
Rosmarino, timo e alloro vanno messi interi nel fondo di burro e olio e tolti alla fine: sono erbe legnose che in quei minuti cedono quello che serve, mentre tritate lascerebbero pezzetti duri fra i chicchi. Prezzemolo ed erba cipollina, che sono tenere, fanno il percorso opposto ed entrano solo dopo il riposo, a fuoco spento.
Conservazione
Il pilaf si conserva meglio di altri risi proprio perché i chicchi sono asciutti e separati: in un contenitore chiuso in frigorifero tiene qualche giorno senza impastarsi. L’unica accortezza è farlo intiepidire scoperto prima di chiudere il coperchio, altrimenti il vapore condensa e ricade sul riso rovinando il lavoro fatto in cottura.
Per riscaldarlo evita la padella asciutta, che lo secca ulteriormente: mettilo in una casseruola con un cucchiaio d’acqua o di brodo, coperchio e fiamma bassa, ed è pronto quando torna a fumare. Prezzemolo ed erba cipollina però rimettili tritati al momento, perché quelli del giorno prima non profumano più niente.
Lascia un commento