Schiacciata all’uva toscana – Toscana
La schiacciata all’uva è una specialità toscana legata al periodo della vendemmia, quando l’uva nera matura diventa protagonista di questa focaccia dolce e rustica. Un impasto semplice di farina, acqua, lievito e olio racchiude abbondanti acini che, durante la cottura, rilasciano il loro succo colorando e profumando la mollica. Lo zucchero crea in superficie una leggera crosticina, mentre l’olio extravergine mantiene l’impasto morbido. La versione più caratteristica utilizza uva da vino dai piccoli acini scuri, ma in casa si può preparare anche con una buona uva nera da tavola. È deliziosa tiepida, ma acquista ancora più sapore dopo qualche ora di riposo.
Ingredienti
Per l’impasto
- 500 g di farina tipo 0
- 300 ml di acqua tiepida
- 7 g di lievito di birra secco oppure 20 g di lievito fresco
- 30 ml di olio extravergine d’oliva
- 20 g di zucchero
- 8 g di sale
Per la farcitura
- 900 g di uva nera
- 100 g di zucchero
- 40 ml di olio extravergine d’oliva
Preparazione
- Preparate l’uva. Staccate delicatamente gli acini dai grappoli, lavateli sotto acqua corrente e asciugateli molto bene. Non schiacciateli e, se utilizzate una varietà tradizionalmente provvista di semi, non è indispensabile eliminarli. Per una versione più pratica potete scegliere uva nera senza semi.
- Attivate il lievito. Versate l’acqua tiepida in una ciotola e scioglietevi il lievito con i 20 g di zucchero. Lasciate riposare per circa 5 minuti. L’acqua deve essere appena tiepida, non calda, per non compromettere l’attività del lievito.
- Impastate. Mettete la farina in una ciotola capiente e aggiungete gradualmente l’acqua con il lievito. Iniziate a lavorare l’impasto, quindi incorporate 30 ml di olio. Aggiungete infine il sale e continuate a impastare per circa 8–10 minuti, fino a ottenere una massa liscia, elastica e morbida.
- Prima lievitazione. Formate una palla e trasferitela in una ciotola leggermente unta. Coprite e lasciate lievitare in un luogo riparato per circa 1 ora e 30 minuti–2 ore, o comunque finché l’impasto sarà visibilmente raddoppiato. Il tempo può cambiare in base alla temperatura dell’ambiente.
- Formate il primo strato. Dividete l’impasto in due parti, lasciandone una leggermente più grande. Ungete la teglia e stendete la porzione maggiore con le mani fino a coprire fondo e bordi. Distribuite circa 500 g di uva, 40 g di zucchero e 15 ml di olio sulla superficie.
- Chiudete la schiacciata. Stendete delicatamente la seconda porzione di impasto e appoggiatela sopra l’uva. Sigillate i bordi premendo con le dita. Distribuite sulla superficie i 400 g di uva rimasti, premendo leggermente gli acini nell’impasto.
- Seconda lievitazione. Coprite la teglia senza schiacciare la superficie e lasciate riposare per altri 30–40 minuti. Nel frattempo preriscaldate il forno statico a 190 °C.
- Completate la superficie. Prima di infornare distribuite uniformemente i 60 g di zucchero rimasti e irrorate con i 25 ml di olio avanzati. Premete ancora delicatamente qualche acino nell’impasto senza romperlo intenzionalmente.
- Cuocete. Infornate nella parte medio-bassa del forno per 35–40 minuti. La schiacciata è pronta quando la superficie è ben dorata, i bordi risultano cotti e l’uva ha rilasciato parte del suo succo creando zone lucide e violacee.
- Lasciate assestare. Togliete la schiacciata dal forno e aspettate almeno 20–30 minuti prima di tagliarla. Il succo dell’uva appena sfornata è molto caldo e liquido; durante il raffreddamento viene parzialmente assorbito dall’impasto.
Consigli per una schiacciata all’uva perfetta
Scegliete l’uva giusta
Tradizionalmente si utilizzano piccole uve nere da vendemmia, molto aromatiche e ricche di succo. Se non sono disponibili, scegliete un’uva nera matura, dolce e dalla buccia non eccessivamente spessa. Gli acini piccoli sono generalmente più adatti di quelli molto grandi.
Asciugate bene gli acini
Dopo il lavaggio non lasciate acqua sulla superficie dell’uva. L’umidità in eccesso si sommerebbe al succo rilasciato durante la cottura e potrebbe rendere il centro della schiacciata troppo bagnato.
Non aggiungete farina in eccesso
L’impasto deve rimanere morbido. Se durante la lavorazione risulta leggermente appiccicoso, ungete appena le mani invece di incorporare molta altra farina. Una massa troppo asciutta produrrebbe una schiacciata più compatta.
Non abbiate fretta con la lievitazione
I tempi indicati sono orientativi. In una cucina fresca potrebbe essere necessaria una lievitazione più lunga. Osservate soprattutto il volume dell’impasto anziché affidarsi esclusivamente all’orologio.
Aspettate prima di tagliarla
L’uva rilascia molto succo durante la cottura. Tagliare immediatamente la schiacciata può far fuoriuscire gran parte del liquido. Un breve riposo migliora sia la consistenza sia il taglio.
Varianti e sostituzioni
Con uva senza semi
È la soluzione più comoda se non amate trovare i vinaccioli. La schiacciata sarà più semplice da mangiare, anche se il risultato può differire leggermente dalla preparazione realizzata con le piccole uve tradizionali.
Con meno zucchero
Se l’uva è particolarmente dolce, potete ridurre lo zucchero della farcitura da 100 a circa 70–80 g. La superficie risulterà meno caramellata e il sapore dell’uva sarà più evidente.
Con farina tipo 1
Potete sostituire 150 g della farina 0 con farina tipo 1. La schiacciata avrà un gusto più rustico e una mollica leggermente più consistente. Potrebbe essere necessario aggiungere 10–20 ml d’acqua durante l’impasto.
Con rosmarino
Qualche ago di rosmarino finemente tritato può essere distribuito sulla superficie prima della cottura. Ne basta una piccola quantità per creare un piacevole contrasto aromatico con la dolcezza dell’uva.
Conservazione
La schiacciata all’uva è particolarmente buona il giorno stesso della preparazione e quello successivo, quando il succo dell’uva ha avuto il tempo di insaporire ulteriormente la mollica.
Una volta completamente fredda, conservatela ben coperta in un contenitore o avvolta con cura. A temperatura ambiente può essere mantenuta per circa 1 giorno, purché l’ambiente sia fresco.
Per una conservazione più lunga, trasferitela in frigorifero e consumatela entro 3 giorni. Prima di servirla potete lasciarla a temperatura ambiente per 20–30 minuti oppure scaldarla brevemente in forno a 150 °C.
È possibile anche congelarla. Tagliatela in porzioni, separatele con carta forno e conservatele in un contenitore adatto per circa 2 mesi. Scongelate le fette a temperatura ambiente o riscaldatele delicatamente in forno.
Domande frequenti
Posso usare l’uva da tavola?
Sì. Scegliete preferibilmente uva nera, matura e aromatica, con acini non troppo grandi. Una varietà senza semi rende la schiacciata più pratica da mangiare.
Perché l’interno è molto umido?
Una certa umidità è normale perché l’uva rilascia abbondante succo. Se però l’impasto appare crudo, potrebbe essere necessario prolungare la cottura di 5–10 minuti, proteggendo eventualmente la superficie se è già ben dorata.
La schiacciata deve avere due strati di impasto?
La preparazione con uva sia all’interno sia sulla superficie permette di ottenere una schiacciata particolarmente succosa e ricca. Esistono comunque varianti familiari con modalità di formatura differenti.
Si mangia calda o fredda?
È ottima tiepida o a temperatura ambiente. Dopo alcune ore di riposo il succo dell’uva penetra maggiormente nella mollica, rendendola ancora più profumata e saporita.
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