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Cucina di Rosa
Torte, Crostate e Biscotti

Treccine all’uvetta soffici per la colazione

Treccine all’uvetta soffici per la colazione
Porzioni 12 treccine
Preparazione 20 minuti
Cottura 15-18 minuti
Totale circa 2 ore e 40 minuti, lievitazione compresa

Ci sono mattine in cui il pane in cassetta non basta e la voglia è quella di qualcosa di morbido, appena dolce, da spezzare con le mani. Queste treccine all’uvetta nascono proprio lì: un impasto lievitato leggero, senza zucchero se non il cucchiaino di miele che serve a svegliare il lievito, e tutta la dolcezza affidata ai chicchi d’uvetta che si ammorbidiscono in cottura.

Non è una preparazione che ti tiene in cucina: il lavoro vero dura una ventina di minuti, il resto lo fa il tempo mentre tu fai altro. Puoi impastare a mano, con la planetaria o con la macchina del pane, il risultato non cambia. Ogni treccina si aggira sulle 200 calorie, quindi entra tranquillamente in una colazione di tutti i giorni.

Ingredienti

  • 500 g di farina 0
  • 275 ml di acqua tiepida
  • 70 g di uvetta
  • 50 g di burro morbido
  • 10 g di sale
  • 6 g di lievito di birra secco oppure 12 g di lievito fresco
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Per spennellare: 1 tuorlo e 2 cucchiai di latte
  • Per decorare: zucchero a velo quanto basta e, se ti va, cocco grattugiato

Preparazione

  1. Copri l’uvetta con acqua tiepida e lasciala ammorbidire per 10 minuti. Scolala, strizzala fra le mani e tamponala con la carta da cucina finché in superficie non resta più umidità.
  2. Nell’acqua tiepida sciogli il lievito insieme al miele. Lascia riposare qualche minuto perché si attivi, poi versa tutto in una ciotola capiente.
  3. Unisci l’uovo appena sbattuto, l’estratto di vaniglia e la farina setacciata. Comincia a lavorare il tutto, a mano o in planetaria.
  4. Quando la massa si compatta, aggiungi il sale e subito dopo il burro morbido, poco per volta. Lavora finché il panetto non diventa liscio ed elastico: resterà un po’ appiccicoso al tatto, ed è giusto così.
  5. Incorpora l’uvetta distribuendola in modo uniforme. Sposta l’impasto in una ciotola appena unta, chiudila con la pellicola oppure appoggiaci sopra un canovaccio, e lascialo lievitare in un angolo tiepido della cucina: gli serve un’ora e mezza circa, il tempo di raddoppiare.
  6. Dividi l’impasto in 12 pezzi dello stesso peso. Da ciascuno ricava un rettangolino e incidilo per il lungo con due tagli, tenendo unita l’estremità in alto.
  7. Intreccia i tre lembi senza tirarli e chiudi bene la punta finale, così la treccia non si apre durante la cottura.
  8. Disponi le treccine sulla teglia foderata di carta da forno, ben lontane l’una dall’altra perché cresceranno ancora. Coprile e concedi loro altri 30-40 minuti di riposo.
  9. Stempera il tuorlo nel latte e passa il composto sulla superficie con mano leggera. Inforna a 180 °C in forno statico già caldo per 15-18 minuti: devono gonfiarsi e prendere un bel colore dorato.
  10. Sposta le treccine su una gratella e aspetta che intiepidiscano, poi passaci sopra un po’ di zucchero a velo e, a piacere, una pioggia leggera di cocco grattugiato.
Treccine all’uvetta soffici: un passaggio della lavorazione dell’impasto
Un passaggio della preparazione delle treccine all’uvetta

Consigli

La prima cosa da accettare è che questo impasto non deve venire sodo. Con 275 ml di acqua su 500 g di farina, più il burro, resta morbido e un filo colloso: se cedi alla tentazione di aggiungere farina per lavorarlo meglio, le treccine escono asciutte e compatte. Meglio ungerti appena le mani e il piano, e lasciare che sia la lavorazione a dare struttura.

L’ordine in cui entrano sale e burro non è un capriccio: il sale va dopo che la farina ha già assorbito i liquidi, il burro solo quando l’impasto comincia a stare insieme. Se li butti dentro all’inizio, il glutine fa fatica a formarsi e ti ritrovi con un panetto che si strappa invece di allungarsi.

L’uvetta va asciugata sul serio, non solo scolata. I chicchi ancora bagnati rilasciano acqua nell’impasto e lo rendono cedevole; quelli che restano in superficie, invece, tendono a scurire prima del resto. Quando formi le treccine, spingi dentro con un dito quelli che spuntano fuori.

Sulla spennellatura vai leggera: il tuorlo diluito nel latte serve a dare colore, ma se cola sulla teglia incolla la base della treccina e ne blocca la crescita. Passa il pennello solo sopra, senza insistere sui tagli dell’intreccio. E lo zucchero a velo mettilo all’ultimo momento, sulle treccine ormai tiepide: sul dolce ancora caldo si scioglie e sparisce.

Varianti

  • Al posto dell’uvetta, la stessa quantità di gocce di cioccolato: qui salti l’ammollo e le unisci all’impasto così come sono.
  • Ammolla l’uvetta nel succo d’arancia o nel tè tiepido invece che nell’acqua: prende un profumo diverso senza cambiare nulla della ricetta.
  • Sostituisci la vaniglia con una grattugiata di scorza di limone o di arancia non trattata.
  • Se in casa qualcuno l’uvetta non la ama, lasciala fuori: vengono delle treccine semplici, ottime anche farcite con marmellata o crema.
  • Invece del cocco, cospargi la superficie di granella di zucchero subito dopo la spennellatura, prima di infornare.
  • Per una versione senza uovo in superficie, spennella solo con il latte: il colore sarà più chiaro e opaco.

Conservazione

Una volta fredde, chiudile dentro una busta per alimenti: reggono bene uno o due giorni, poi cominciano a perdere morbidezza. Il frigorifero è il posto sbagliato, perché asciuga i lievitati più in fretta dell’aria di cucina. Se il giorno dopo le senti un po’ ferme, bastano pochi secondi al microonde o qualche minuto in forno per rimetterle in sesto.

Per tenerle più a lungo, congelale già cotte: falle raffreddare del tutto, mettile nei sacchetti da congelatore e consumale entro un mese. Conviene surgelarle senza zucchero a velo, che con il freddo si inumidisce e sparisce; lo aggiungi al momento, dopo averle riscaldate.

Domande frequenti

Posso impastare tutto a mano?
Sì, senza problemi. Serve solo un po’ di pazienza in più nella fase del burro: aggiungilo un pezzetto alla volta e aspetta che sia assorbito prima di metterne altro, altrimenti l’impasto scivola sotto le mani.

L’impasto resta appiccicoso, ho sbagliato qualcosa?
No, è la consistenza giusta per questa dose di acqua e burro. Va lavorato finché non diventa liscio ed elastico, ma resterà sempre morbido: è proprio questo a rendere le treccine soffici.

Come uso il lievito di birra fresco?
Ne servono 12 g al posto dei 6 g di secco. Sbriciolalo nell’acqua tiepida con il miele esattamente come faresti con quello disidratato, e prosegui allo stesso modo.

Il secondo riposo dopo l’intreccio si può saltare?
Meglio di no. Formando le treccine sgonfi l’impasto, e quei 30-40 minuti servono a farlo riprendere: senza, in forno restano basse e la treccia si vede appena.

Come capisco che sono cotte?
Devono essere gonfie e dorate in superficie, con la base asciutta al tatto quando le sollevi. Dentro i 15-18 minuti indicati controllale a vista, perché la doratura arriva in fretta negli ultimi minuti.

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