Ricette italiane di casa, spiegate passo passo

Cucina di Rosa
Antipasti Caldi

Plumcake allo yogurt greco a cinque ingredienti

Plumcake allo yogurt greco a cinque ingredienti
Porzioni 6 persone
Preparazione 5 minuti
Cottura circa 50 minuti
Totale 55 minuti di lavorazione, circa 1 ora e 30 minuti contando anche il raffreddamento

Quando mi viene voglia di dolce ma non ho nessuna intenzione di tirare fuori farina, burro e sbattitore, preparo questo. Una ciotola sola, pochi ingredienti che tengo sempre in frigorifero e in dispensa, cinque minuti di lavoro vero: poi il resto lo fa il forno mentre io mi occupo d’altro.

Non aspettarti il dolce alto e soffice della domenica. Questo resta basso e denso, con un cuore che assomiglia più a un budino cotto che a un impasto lievitato. Lo yogurt greco gli dà corpo e quella punta acidula che a me piace tanto, l’amido di mais tiene tutto insieme al posto della farina. E il momento in cui dà davvero il meglio non è appena sfornato, ma il giorno dopo, freddo di frigorifero.

Un’ultima cosa prima di cominciare: la dolcezza qui la decidi tu. Nella lista degli ingredienti non troverai un peso fisso per il dolcificante, perché ognuno usa il suo e dolcificano in modo diverso. Regolati sulla quantità che metteresti in una tazza di yogurt a colazione, e la volta successiva aggiusti in base a com’è venuto.

Ingredienti

  • 500 g di yogurt greco naturale
  • 3 uova medie
  • 60 g di amido di mais
  • Dolcificante a piacere
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione

  1. Prendi una ciotola larga, mettici dentro lo yogurt greco e rompici le uova. Aggiungi il dolcificante che hai scelto e il cucchiaino di estratto di vaniglia.
  2. Lavora il tutto con la frusta finché non vedi più striature né pezzetti di yogurt: quello che ti serve è una crema liscia, dello stesso colore da parte a parte.
  3. Fai scendere l’amido di mais sulla crema passandolo attraverso un colino a maglia fine, un po’ per volta, e continua a girare mentre lo aggiungi. È l’unico passaggio in cui devi avere pazienza: buttato dentro tutto insieme, l’amido fa grumi che poi non se ne vanno più.
  4. Fodera con la carta da forno uno stampo da plumcake di circa 22 × 10 cm. Se prima bagni la carta sotto il rubinetto e la strizzi bene, si appoggia alle pareti senza fare pieghe.
  5. Trasferisci tutto nello stampo e passa la spatola sopra, giusto per pareggiare.
  6. Inforna in forno statico già caldo a 180 °C e conta 45-50 minuti. Capisci che è pronto quando sopra ha preso un colore dorato chiaro e il centro, se lo sfiori, cede ancora appena.
  7. Tira fuori lo stampo e lascialo sul piano di lavoro almeno 30 minuti, senza toccare niente. Poi spostalo in frigorifero: è lì che il dolce si assesta, diventa compatto e prende quella consistenza cremosa che cerchi.
Il composto livellato con la spatola nello stampo foderato di carta da forno
Pareggia la superficie con la spatola prima di infornare

Consigli

Qui lo yogurt greco fa da struttura, quindi conta parecchio quanto è denso. Se aprendo la vaschetta trovi il siero raccolto in superficie, eliminalo prima di pesare i 500 g: quel liquido in più allunga il composto e il centro fatica a rassodare, per quanto lo lasci in forno.

Il dolcificante non è tutto uguale, e non è una questione di gusto soltanto. Eritritolo e stevia sono asciutti e non cambiano niente della consistenza. Miele e sciroppo d’agave, invece, sono liquidi: portano dentro umidità e il cuore del dolce resta più morbido. Se ti orienti su questi ultimi, vai di mano leggera.

In cottura vedrai il composto gonfiarsi parecchio e poi, mentre si raffredda, riabbassarsi quasi del tutto. Succede ogni volta: senza farina e senza lievito la spinta arriva solo dalle uova e dal vapore, e quando la temperatura scende il dolce torna giù e si assesta. Anche la crepa che ogni tanto si apre in superficie non rovina nulla.

Un consiglio sul taglio: fallo a fette solo quando è ben freddo, con una lama liscia che pulisci fra un taglio e l’altro. Tiepido si sfalda e ti ritrovi con dei pezzi invece che con delle fette.

Varianti

  • Grattugia della scorza di limone nel composto: smorza l’acidità dello yogurt e profuma tutta la fetta.
  • Metti un po’ di cannella al posto della vaniglia, se ti va un sapore più caldo e autunnale.
  • Se preferisci l’arancia, bastano poche gocce del suo aroma al posto della vaniglia.
  • Sostituisci 100 g di yogurt greco con altrettanta ricotta magra: viene ancora più cremoso.
  • Al momento di portarlo in tavola, accompagna le fette con frutti di bosco freschi o con una composta senza zuccheri aggiunti.

Conservazione

Il frigorifero è il posto giusto, non un ripiego: chiudi il dolce in un contenitore ermetico e mangialo entro 2-3 giorni. Il contenitore serve anche a difenderlo dagli odori, perché un impasto a base di yogurt li assorbe con una facilità impressionante e basta una cipolla nello scomparto accanto per rovinargli il profumo di vaniglia. Fuori dal frigorifero non lasciarlo: sono uova e latticino, e per di più tutta la sua consistenza dipende dal freddo, quindi a temperatura ambiente ti ritrovi in mano una fetta molle. Se ne avanza, tienilo intero e taglia solo quello che ti serve al momento.

Domande frequenti

Va bene per chi è celiaco?
Farina di frumento non ce n’è, quindi la ricetta in sé non contiene glutine. Se però la prepari per una persona celiaca, controlla sulle confezioni che amido di mais, dolcificante e aroma riportino l’indicazione «senza glutine»: la contaminazione avviene in stabilimento, non nella tua ciotola.

Meglio lo yogurt greco intero o quello magro?
Vanno bene tutti e due. Con l’intero il risultato è più pieno e cremoso, con il magro resta più asciutto e il conto delle calorie scende. L’importante è che sia yogurt greco denso e non uno yogurt bianco liquido, altrimenti la consistenza non tiene.

Quale dolcificante posso usare?
Eritritolo, stevia, miele o sciroppo d’agave: usa quello che hai l’abitudine di usare. La dose cambia da prodotto a prodotto, ed è proprio per questo che nella lista non trovi una quantità precisa.

Devo per forza aspettare che si raffreddi?
Sì, non è un passaggio da saltare. Appena esce dal forno il centro trema ancora e cede sotto le dita: sono il riposo sul piano e poi le ore in frigorifero a renderlo compatto e facile da affettare.

Perché si è abbassato dopo la cottura?
Perché deve. Non c’è né farina né lievito a sostenerlo, e quando la temperatura scende la struttura montata dalle uova si riassesta. Una fetta bassa e densa è esattamente il risultato che stai cercando.

Posso raddoppiare le dosi in uno stampo più grande?
Puoi, ma non pensare che i tempi restino gli stessi. Se lo strato diventa più alto la cottura si allunga, se lo stampo è più largo il composto resta basso e cuoce prima: regolati a vista sulla doratura della superficie e sul centro che deve cedere appena.

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