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Cucina di Rosa
Torte, Crostate e Biscotti

Crostata di Ricotta Romana del Lazio

Crostata di Ricotta Romana del Lazio
Porzioni 8–10
Preparazione 30 minuti
Cottura 45–50 minuti
Totale circa 4 ore, compresi riposo e raffreddamento

La crostata di ricotta romana è un dolce semplice e generoso, legato ai sapori tradizionali del Lazio. Un guscio di pasta frolla friabile racchiude un ripieno morbido e cremoso a base di ricotta, profumato con scorza di limone e vaniglia. La caratteristica griglia di pasta sulla superficie completa una crostata elegante ma casalinga, perfetta da preparare per il pranzo della domenica, una festa in famiglia o una merenda speciale. Il segreto è utilizzare una ricotta ben scolata: in questo modo il ripieno rimane cremoso senza bagnare la frolla e ogni fetta mantiene una consistenza piacevole e compatta.

Ingredienti

Per la pasta frolla

  • 300 g di farina 00
  • 120 g di zucchero semolato
  • 150 g di burro freddo
  • 1 uovo medio
  • 1 tuorlo
  • scorza finemente grattugiata di 1 limone non trattato
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • 500 g di ricotta di pecora ben scolata
  • 130 g di zucchero semolato
  • 2 uova medie
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • scorza finemente grattugiata di 1/2 limone non trattato
  • 20 g di amido di mais

Per completare

  • 10 g di burro per lo stampo
  • 1 cucchiaio di farina per lo stampo
  • 15 g circa di zucchero a velo

Preparazione

  1. Scolate bene la ricotta. Mettetela in un colino a maglie fini sopra una ciotola e lasciatela in frigorifero per almeno 2 ore. Se è particolarmente umida, potete lasciarla scolare anche più a lungo. Questo passaggio è importante perché evita che il liquido in eccesso renda molle il fondo della crostata.
  2. Preparate la pasta frolla. Versate la farina in una ciotola e aggiungete il burro freddo tagliato a cubetti. Lavorate rapidamente con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Unite lo zucchero, il sale e la scorza di limone. Aggiungete quindi l’uovo e il tuorlo e impastate solo il tempo necessario per ottenere un panetto uniforme. Non lavorate troppo la pasta, altrimenti dopo la cottura potrebbe risultare dura.
  3. Fate riposare la frolla. Appiattite leggermente il panetto, avvolgetelo e trasferitelo in frigorifero per 1 ora. Il riposo permette al burro di rassodarsi e rende la pasta molto più semplice da stendere senza romperla.
  4. Preparate la crema di ricotta. Passate la ricotta scolata attraverso un setaccio oppure lavoratela brevemente con una spatola fino a renderla cremosa. Aggiungete lo zucchero e mescolate. Incorporate le uova una alla volta, quindi unite vaniglia, scorza di limone e amido di mais. Mescolate fino a ottenere una crema omogenea, evitando però di montarla eccessivamente.
  5. Formate la base. Imburrate e infarinate uno stampo da 24 cm. Tenete da parte circa un terzo della frolla per le strisce decorative. Stendete la parte restante su un piano leggermente infarinato fino a uno spessore di circa 4 mm. Rivestite fondo e bordi dello stampo, facendo aderire delicatamente la pasta. Eliminate l’eccesso dai bordi e bucherellate il fondo con una forchetta.
  6. Farcite e decorate. Versate la crema di ricotta nel guscio e livellatela con una spatola. Stendete la frolla tenuta da parte e ricavate delle strisce larghe circa 1,5–2 cm. Disponetele sulla superficie incrociandole per creare la classica griglia della crostata. Premete delicatamente le estremità contro il bordo.
  7. Cuocete. Trasferite la crostata nel forno statico già caldo a 175 °C e cuocete sul ripiano medio-basso per circa 45–50 minuti. La frolla dovrà essere ben dorata, mentre il centro del ripieno potrà risultare ancora leggermente morbido. Se la superficie prende troppo colore negli ultimi minuti, copritela senza stringere con un foglio di alluminio.
  8. Lasciate raffreddare. Sfornate la crostata e lasciatela nello stampo per almeno 30 minuti. Quando è tiepida, sformatela delicatamente e fatela raffreddare completamente. Per ottenere fette particolarmente pulite, trasferitela in frigorifero per 1–2 ore prima di servirla. Completate con una leggera spolverata di zucchero a velo.

Consigli per una crostata perfetta

Scegliete una ricotta asciutta. La ricotta di pecora dona un gusto più intenso e tradizionale, ma soprattutto deve essere ben scolata. Una ricotta troppo acquosa può compromettere la consistenza della crema e della base.

Non impastate troppo la frolla. Appena gli ingredienti formano un composto compatto, fermatevi. Il calore delle mani ammorbidisce il burro e una lavorazione prolungata rende la pasta meno friabile.

Non giudicate il ripieno appena sfornato. La crema di ricotta continua ad assestarsi durante il raffreddamento. Un centro appena tremolante alla fine della cottura non significa necessariamente che il dolce sia crudo.

Aspettate prima di tagliarla. Servire la crostata ancora calda rende difficile ottenere fette regolari. Una volta fredda, invece, la crema diventa stabile pur mantenendo una consistenza morbida.

Profumate senza esagerare. Limone e vaniglia devono accompagnare il sapore della ricotta, non coprirlo. Utilizzate soltanto la parte gialla della scorza del limone, evitando quella bianca, più amara.

Varianti e sostituzioni

Ricotta vaccina

Potete sostituire la ricotta di pecora con la stessa quantità di ricotta vaccina. Il risultato sarà più delicato e meno deciso. Poiché alcune ricotte vaccine contengono più siero, è particolarmente importante lasciarle scolare bene.

Arancia al posto del limone

La scorza di arancia non trattata può sostituire quella di limone sia nella frolla sia nel ripieno. La crostata avrà un profumo più dolce e aromatico, senza modificare sostanzialmente tempi e consistenza.

Gocce di cioccolato

Per una versione più golosa potete aggiungere 70 g di gocce di cioccolato fondente alla crema di ricotta. Incorporatele alla fine con una spatola. Tenetele precedentemente in frigorifero affinché rimangano meglio distribuite nel ripieno.

Cannella

Un piccolo pizzico di cannella può essere aggiunto alla crema. Usatene poca, circa 1/4 di cucchiaino, perché il suo aroma può facilmente prevalere sulla delicatezza della ricotta.

Frolla meno dolce

Se preferite un contrasto maggiore con il ripieno, potete ridurre lo zucchero della pasta frolla da 120 a 100 g. La struttura della base rimarrà sostanzialmente invariata.

Conservazione

Poiché contiene ricotta e uova, la crostata deve essere conservata in frigorifero, ben coperta o all’interno di un contenitore chiuso. Si mantiene bene per circa 3 giorni. Prima di servirla potete lasciarla a temperatura ambiente per 15–20 minuti, così il ripieno tornerà più cremoso e la frolla più fragrante al palato.

È possibile anche congelarla. Tagliatela completamente fredda in porzioni, avvolgete ogni fetta accuratamente e conservatela in un contenitore adatto al congelatore per circa 1 mese. Lasciatela scongelare lentamente in frigorifero.

Non è necessario riscaldarla. Se preferite gustarla appena tiepida, mettete una fetta in forno statico a 140 °C per 5–7 minuti. Evitate temperature elevate, che potrebbero asciugare la crema di ricotta.

Domande frequenti

Perché il fondo della crostata rimane umido?

La causa più frequente è una ricotta troppo ricca di siero. Lasciatela scolare accuratamente prima di preparare il ripieno. Anche tagliare la crostata quando è ancora calda può far sembrare la base più umida di quanto sia realmente.

Posso prepararla il giorno prima?

Sì. Anzi, dopo alcune ore di riposo il ripieno si stabilizza e la crostata diventa più semplice da tagliare. Conservatela coperta in frigorifero e aggiungete lo zucchero a velo poco prima di servirla.

Come capisco quando è cotta?

I bordi e le strisce di frolla devono essere dorati. Il ripieno deve apparire rassodato lungo i bordi e può conservare una leggerissima oscillazione al centro. Diventerà più compatto raffreddandosi.

Devo cuocere prima la base senza ripieno?

Non è necessario per questa preparazione. Utilizzando ricotta ben scolata, una frolla dello spessore corretto e cuocendo la crostata sul ripiano medio-basso del forno, base e ripieno possono cuocere insieme in modo uniforme.

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