Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare
Le olive all’ascolana sono uno degli antipasti fritti più amati della cucina marchigiana: olive verdi ripiene di carne, impanate e dorate fino a diventare croccanti fuori e morbide dentro. Questa versione è pensata per essere semplice e accessibile, usando olive grandi già denocciolate e un ripieno saporito ma facile da gestire. Sono perfette per un aperitivo, un buffet o una cena informale, soprattutto quando si vuole portare in tavola qualcosa di sfizioso senza complicarsi troppo la vita.
Ingredienti
- 40 olive verdi grandi denocciolate in salamoia
- 150 g di macinato di manzo
- 100 g di macinato di maiale
- 50 g di petto di pollo tritato finemente
- 30 g di cipolla
- 30 g di carota
- 20 g di sedano
- 40 ml di vino bianco secco
- 30 g di parmigiano grattugiato
- 1 uovo piccolo per il ripieno
- 1 pizzico di noce moscata
- Sale fino
- Pepe nero
- 80 g di farina 00
- 2 uova per la panatura
- 150 g di pangrattato
- Olio di arachide per friggere

Preparazione
Prepara il ripieno di carne
Trita finemente cipolla, carota e sedano, poi falli appassire in padella con un filo d’olio. Aggiungi manzo, maiale e pollo, rosola bene, sfuma con il vino bianco e lascia cuocere per circa 10 minuti, finché il fondo sarà asciutto.
Frulla e insaporisci
Lascia intiepidire la carne, poi tritala finemente con un coltello o in un mixer a impulsi. Unisci parmigiano, 1 uovo, noce moscata, sale e pepe, mescolando fino a ottenere un composto compatto e morbido.

Farcisci le olive
Scola bene le olive e asciugale con carta da cucina. Riempile con poco ripieno, premendolo delicatamente nella cavità; se serve, aiutati con un cucchiaino piccolo. Le olive devono risultare piene ma non aperte.
Impana le olive
Passa ogni oliva prima nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato. Per una crosta più resistente, ripeti il passaggio in uovo e pangrattato una seconda volta.
Friggi fino a doratura
Scalda abbondante olio di arachide a 170 °C e friggi poche olive alla volta per 2-3 minuti, finché saranno dorate e croccanti. Scolale su carta assorbente e servile calde.
I consigli di Rosa
Le olive escono dalla salamoia bagnate e la prima nemica della panatura è proprio quell’umidità: asciugale una a una con la carta da cucina, altrimenti la farina si impasta invece di formare un velo asciutto e in frittura la crosta si stacca a placche.
Il ripieno deve restare sodo. Se dopo il trito ti sembra molle, è perché il fondo della carne non si era asciugato abbastanza in padella: un composto umido si sfa mentre lo spingi nella cavità e allarga l’oliva, che poi si apre nell’olio. Riempi senza forzare, l’oliva deve risultare piena ma richiusa.
La seconda passata in uovo e pangrattato non è un vezzo: l’oliva è piccola, il ripieno spinge dall’interno e il doppio strato tiene ferma la chiusura. Cala poi poche olive per volta, come dice il passaggio, perché buttarne una manciata insieme raffredda l’olio e la panatura si impregna invece di sigillarsi subito.
Conservazione
Appena uscite dall’olio la crosta è tesa e il ripieno bollente, ma raffreddandosi l’umidità della carne migra verso il pangrattato e lo ammorbidisce dall’interno. Se sai già che ne avanzeranno, mettile in frigorifero in un contenitore con un foglio di carta assorbente sul fondo, senza impilarle, e non farle passare troppi giorni: una farcia di manzo, maiale e pollo non è un ripieno che regge a lungo.
Per riportarle in vita servono forno ben caldo e spazio: distanziale su una griglia o sulla carta forno finché la superficie torna a scricchiolare sotto il dito. Il microonde fa l’esatto contrario, scalda l’acqua che l’oliva ha dentro e ti restituisce una panatura molle appiccicata alla carne.
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