Ricette italiane di casa, spiegate passo passo

Cucina di Rosa
Antipasti Caldi

Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare

Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare
Porzioni 40 olive (8 persone)
Preparazione 40 minuti
Cottura 30 minuti
Totale 1 ora e 15 minuti

Le olive all’ascolana sono uno degli antipasti fritti più amati della cucina marchigiana: olive verdi ripiene di carne, impanate e dorate fino a diventare croccanti fuori e morbide dentro. Questa versione è pensata per essere semplice e accessibile, usando olive grandi già denocciolate e un ripieno saporito ma facile da gestire. Sono perfette per un aperitivo, un buffet o una cena informale, soprattutto quando si vuole portare in tavola qualcosa di sfizioso senza complicarsi troppo la vita.

Ingredienti

  • 40 olive verdi grandi denocciolate in salamoia
  • 150 g di macinato di manzo
  • 100 g di macinato di maiale
  • 50 g di petto di pollo tritato finemente
  • 30 g di cipolla
  • 30 g di carota
  • 20 g di sedano
  • 40 ml di vino bianco secco
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo piccolo per il ripieno
  • 1 pizzico di noce moscata
  • Sale fino
  • Pepe nero
  • 80 g di farina 00
  • 2 uova per la panatura
  • 150 g di pangrattato
  • Olio di arachide per friggere
Gli ingredienti per Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare
Gli ingredienti per Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare

Preparazione

Prepara il ripieno di carne

Trita finemente cipolla, carota e sedano, poi falli appassire in padella con un filo d’olio. Aggiungi manzo, maiale e pollo, rosola bene, sfuma con il vino bianco e lascia cuocere per circa 10 minuti, finché il fondo sarà asciutto.

Frulla e insaporisci

Lascia intiepidire la carne, poi tritala finemente con un coltello o in un mixer a impulsi. Unisci parmigiano, 1 uovo, noce moscata, sale e pepe, mescolando fino a ottenere un composto compatto e morbido.

Farcisci le olive — Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare
Farcisci le olive — Olive all’ascolana facilissime anche per chi non sa cucinare

Farcisci le olive

Scola bene le olive e asciugale con carta da cucina. Riempile con poco ripieno, premendolo delicatamente nella cavità; se serve, aiutati con un cucchiaino piccolo. Le olive devono risultare piene ma non aperte.

Impana le olive

Passa ogni oliva prima nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato. Per una crosta più resistente, ripeti il passaggio in uovo e pangrattato una seconda volta.

Friggi fino a doratura

Scalda abbondante olio di arachide a 170 °C e friggi poche olive alla volta per 2-3 minuti, finché saranno dorate e croccanti. Scolale su carta assorbente e servile calde.

I consigli di Rosa

Le olive escono dalla salamoia bagnate e la prima nemica della panatura è proprio quell’umidità: asciugale una a una con la carta da cucina, altrimenti la farina si impasta invece di formare un velo asciutto e in frittura la crosta si stacca a placche.

Il ripieno deve restare sodo. Se dopo il trito ti sembra molle, è perché il fondo della carne non si era asciugato abbastanza in padella: un composto umido si sfa mentre lo spingi nella cavità e allarga l’oliva, che poi si apre nell’olio. Riempi senza forzare, l’oliva deve risultare piena ma richiusa.

La seconda passata in uovo e pangrattato non è un vezzo: l’oliva è piccola, il ripieno spinge dall’interno e il doppio strato tiene ferma la chiusura. Cala poi poche olive per volta, come dice il passaggio, perché buttarne una manciata insieme raffredda l’olio e la panatura si impregna invece di sigillarsi subito.

Conservazione

Appena uscite dall’olio la crosta è tesa e il ripieno bollente, ma raffreddandosi l’umidità della carne migra verso il pangrattato e lo ammorbidisce dall’interno. Se sai già che ne avanzeranno, mettile in frigorifero in un contenitore con un foglio di carta assorbente sul fondo, senza impilarle, e non farle passare troppi giorni: una farcia di manzo, maiale e pollo non è un ripieno che regge a lungo.

Per riportarle in vita servono forno ben caldo e spazio: distanziale su una griglia o sulla carta forno finché la superficie torna a scricchiolare sotto il dito. Il microonde fa l’esatto contrario, scalda l’acqua che l’oliva ha dentro e ti restituisce una panatura molle appiccicata alla carne.

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