Pasta al Ragù di Lenticchie
La pasta al ragù di lenticchie è un primo piatto ricco e saporito, perfetto quando si cerca un’alternativa vegetale al classico ragù. Le lenticchie, cotte lentamente con soffritto, pomodoro ed erbe aromatiche, diventano cremose e avvolgenti, ideali per condire pasta corta o tagliatelle. È una ricetta semplice ma sostanziosa, adatta al pranzo della domenica come a una cena infrasettimanale preparata con ingredienti di dispensa. Il suo profumo rustico e il gusto pieno la rendono un piatto genuino, capace di mettere tutti d’accordo.
Ingredienti
- 320 g di pasta corta, tipo rigatoni, mezze maniche o penne
- 250 g di lenticchie secche piccole
- 700 g di passata di pomodoro
- 1 carota media
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla dorata piccola
- 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
- 100 ml di vino rosso secco
- 500 ml di brodo vegetale caldo
- 1 foglia di alloro
- 1 rametto di rosmarino
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- Sale fino q.b.
- Pepe nero q.b.

Preparazione
Prepara il soffritto
Sciacqua le lenticchie sotto acqua corrente. Trita finemente cipolla, carota e sedano, poi falli appassire in una casseruola con l’olio extravergine di oliva per circa 8 minuti, a fuoco dolce.
Avvia il ragù di lenticchie
Aggiungi le lenticchie al soffritto, mescola per un minuto e sfuma con il vino rosso. Quando l’alcol è evaporato, unisci il concentrato di pomodoro, la passata, l’alloro e il rosmarino.

Cuoci lentamente il sugo
Versa il brodo vegetale caldo, regola leggermente di sale e lascia cuocere con coperchio semiaperto per 35-40 minuti, mescolando ogni tanto. Il ragù sarà pronto quando le lenticchie saranno morbide e il sugo denso.
Cuoci la pasta
Porta a bollore abbondante acqua salata e cuoci la pasta al dente. Elimina alloro e rosmarino dal ragù, poi aggiusta di sale e pepe.
Condisci e servi
Scola la pasta e trasferiscila nella casseruola con il ragù di lenticchie. Mescola a fuoco basso per un minuto, così il condimento si lega bene alla pasta, poi servi subito.
I consigli di Rosa
Trita il soffritto davvero fine e lascialo appassire con calma: qui carota e sedano non devono farsi riconoscere a pezzetti, devono sciogliersi nel sugo, ed è questo a dare al ragù di lenticchie la sua rotondità. Se tagli grosso e vai di fretta, quello che ottieni è un sugo di verdure con dentro dei legumi.
Le lenticchie piccole non hanno bisogno di ammollo, ma hanno bisogno di liquido caldo e di sfogo: cuocile con il coperchio appena spostato, così il vapore esce e il sugo si restringe mentre loro si ammorbidiscono. Mescola ogni tanto raschiando il fondo, perché il concentrato di pomodoro tende ad attaccarsi ed è da lì che parte il sapore di bruciato.
Il sale regolalo davvero alla fine, quando le lenticchie sono già morbide: fra brodo, concentrato e passata il piatto arriva quasi al punto da solo, e correggere in anticipo un sugo che deve ancora restringersi porta quasi sempre a esagerare. Alloro e rosmarino, infine, si tolgono prima di condire: hanno già dato quello che avevano e continuando a stare nel sugo lo rendono amarognolo.
Conservazione
Il ragù di lenticchie è di quelli che migliorano con il riposo: il giorno dopo il pomodoro ha perso la punta acida, il soffritto si è fuso nel sugo e le lenticchie hanno finito di assorbire. Conservalo da solo, in un barattolo chiuso in frigorifero, e lo ritroverai più denso di come lo avevi lasciato.
Proprio perché continua a rapprendersi, quando lo riscaldi allungalo con qualche cucchiaio di acqua calda o di brodo mescolando a fuoco dolce, altrimenti impasta la pasta invece di condirla. Il ragù si presta anche al congelatore diviso in porzioni; la pasta già condita, invece, meglio finirla entro un paio di giorni, perché continua a bere il sugo e il giorno dopo risulta asciutta.
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