Petto di Tacchino in Crosta di Erbe
Il petto di tacchino in crosta di erbe è un secondo piatto semplice, profumato e perfetto per portare in tavola una carne magra senza renderla asciutta. Si prepara con un pezzo intero di fesa di tacchino, ricoperto con un trito aromatico di erbe fresche, pangrattato e olio extravergine. È ideale per il pranzo della domenica, una cena leggera ma curata o un menu delle feste senza complicazioni. La crosta dorata protegge la carne in cottura e regala una superficie saporita e fragrante.
Ingredienti
- 800 g di petto di tacchino intero
- 60 g di pangrattato
- 2 cucchiai di senape delicata
- 1 rametto di rosmarino
- 5 foglie di salvia
- 3 rametti di timo
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 1 spicchio d’aglio piccolo
- Scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 120 ml di vino bianco secco
- Sale fino q.b.
- Pepe nero q.b.

Preparazione
Preparare la crosta aromatica
Trita finemente rosmarino, salvia, timo, prezzemolo e aglio. Raccogli tutto in una ciotola con il pangrattato, la scorza di limone, 2 cucchiai di olio, un pizzico di sale e una macinata di pepe, poi mescola fino a ottenere un composto umido e profumato.
Condire il tacchino
Asciuga il petto di tacchino con carta da cucina, salalo leggermente su tutti i lati e spennellalo con la senape. Coprilo con il mix di erbe e pangrattato, premendo bene con le mani per farlo aderire alla superficie.

Rosolare la carne
Scalda 2 cucchiai di olio in una casseruola adatta anche al forno e rosola il tacchino per 2 minuti per lato, girandolo con delicatezza per non staccare la crosta. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare per 1 minuto.
Cuocere in forno
Trasferisci la casseruola in forno statico preriscaldato a 180 °C e cuoci per circa 35-40 minuti. Il tacchino è pronto quando la carne risulta compatta ma ancora succosa e, se usi un termometro, raggiunge i 72 °C al cuore.
Far riposare e servire
Sforna il petto di tacchino in crosta di erbe, coprilo leggermente e lascialo riposare per 10 minuti. Taglialo a fette non troppo sottili e servilo con il suo fondo di cottura.
I consigli di Rosa
La senape non è lì per il sapore ma per fare da colla: è quel velo appiccicoso a tenere attaccato il trito di erbe e pangrattato alla carne. Se la salti, o se il petto sotto non è perfettamente asciugato con la carta da cucina, la crosta si stacca già alla prima girata in casseruola.
Nella rosolatura muovi il pezzo con una pinza, appoggiando e sollevando invece di trascinare: il pangrattato aderisce ma non è incollato, e strofinandolo sul fondo lo lasci lì. Meglio una crosta un po’ più chiara che una crosta rimasta in padella.
Al momento di servire usa un coltello ben affilato e un movimento continuo, senza segare avanti e indietro: il petto di tacchino è compatto e la crosta crolla lungo tutto il bordo se lo aggredisci. Anche il riposo serve a questo, non solo ai succhi: la carne si assesta e si lascia tagliare pulita.
Conservazione
Tieni il pezzo intero finché puoi: affettato, il tacchino è magro e si asciuga in fretta, mentre il trancio conserva l’umidità al centro. La crosta di erbe, però, si ammorbidisce comunque, perché è pangrattato appoggiato su una carne che rilascia vapore: mettilo via avvolto e solo quando è del tutto freddo, altrimenti il processo accelera.
Freddo, tagliato sottile e con un filo d’olio è forse il modo migliore di finirlo, senza nemmeno provare a scaldarlo. Se invece lo vuoi caldo, passa in forno per pochi minuti le fette spesse: la superficie si riasciuga un po’ e le erbe con la scorza di limone tornano a profumare.
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