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Cucina di Rosa
Pollo e Tacchino

Tacchino alla Canzanese in Gelatina Aromatica – Abruzzo

Tacchino alla Canzanese in Gelatina Aromatica – Abruzzo
Porzioni 6 persone
Preparazione 25 minuti
Cottura circa 2 ore e 30 minuti
Totale circa 9 ore

Il Tacchino alla Canzanese è una preparazione tradizionale abruzzese legata in particolare al territorio di Canzano, in provincia di Teramo. La sua caratteristica principale è la gelatina che si forma dal fondo di cottura della carne e che, una volta raffreddata, avvolge il tacchino creando un piatto compatto, profumato e destinato a essere servito freddo.

La preparazione tradizionale sfrutta la naturale ricchezza di collagene delle parti utilizzate e una cottura lenta, capace di produrre un fondo concentrato che gelatinizza durante il raffreddamento. In una versione domestica è importante scegliere tagli adatti e ridurre correttamente il liquido, evitando di trasformare il piatto in una semplice carne ricoperta di gelatina artificiale.

Il risultato è un secondo piatto particolare: carne tenera, gelatina limpida e aromatica e profumi di alloro, pepe ed erbe. Poiché deve raffreddare completamente, è una ricetta ideale da preparare il giorno precedente.

Ingredienti

  • 1,5 kg circa di tacchino con ossa, preferibilmente cosce e sovracosce
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 foglie di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 5-6 grani di pepe nero
  • 3 chiodi di garofano
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 700-800 ml circa di acqua
  • sale q.b.

Per completare

  • qualche foglia di prezzemolo
  • carota cotta tagliata finemente, facoltativa
  • pepe nero q.b.
  • qualche goccia di succo di limone, facoltativa

Preparazione

1. Preparare il tacchino

Controllare i pezzi di tacchino ed eliminare eventuali residui indesiderati.

Tamponare accuratamente la carne con carta da cucina.

È preferibile utilizzare pezzi con osso e tessuto connettivo anziché soltanto petto di tacchino. Durante la lunga cottura queste parti contribuiscono maggiormente alla formazione di un fondo naturalmente ricco.

2. Preparare gli aromi

Pulire la cipolla, la carota e il sedano.

Tagliare le verdure in pezzi abbastanza grandi.

Schiacciare leggermente gli spicchi d’aglio lasciandoli interi.

Preparare anche alloro, rosmarino, pepe e chiodi di garofano.

3. Sistemare la carne

Mettere il tacchino in una casseruola sufficientemente grande.

Aggiungere cipolla, carota, sedano, aglio e tutti gli aromi.

Versare il vino bianco.

Aggiungere quindi acqua sufficiente a raggiungere buona parte della carne senza necessariamente sommergerla completamente.

4. Iniziare la cottura

Portare lentamente a leggero bollore.

Se sulla superficie compare della schiuma, eliminarla con una schiumarola.

Abbassare quindi la fiamma.

La preparazione deve sobbollire dolcemente, non bollire in maniera violenta.

5. Cuocere lentamente

Coprire parzialmente e cuocere per circa 2 ore-2 ore e 30 minuti.

Girare i pezzi di tacchino alcune volte durante la cottura.

La carne dovrà diventare molto tenera e separarsi facilmente dall’osso.

Controllare periodicamente il livello del liquido. Se necessario aggiungere poca acqua calda, senza però diluire eccessivamente il fondo.

6. Togliere il tacchino

Quando la carne è completamente cotta, trasferirla delicatamente su un grande piatto.

Lasciarla intiepidire abbastanza da poterla maneggiare.

Eliminare pelle, ossa e cartilagini non desiderate.

Dividere la carne in pezzi regolari, evitando di sminuzzarla eccessivamente.

Preparazione della gelatina naturale

7. Filtrare il fondo

Passare il liquido di cottura attraverso un colino fine.

Eliminare verdure, erbe e spezie.

Per ottenere una gelatina più pulita, filtrare una seconda volta attraverso una garza alimentare o un colino rivestito con un telo molto fine.

8. Sgrassare

Lasciare riposare brevemente il fondo.

Rimuovere con un cucchiaio parte del grasso che affiora in superficie.

Non è necessario eliminarlo completamente, ma un fondo eccessivamente grasso produrrebbe una gelatina meno piacevole.

9. Ridurre il liquido

Versare il fondo filtrato in una casseruola pulita.

Portarlo a leggero bollore e lasciarlo ridurre fino a ottenere un liquido più concentrato.

Indicativamente dovrebbero rimanere circa 450-500 ml, ma la quantità dipende dalla concentrazione iniziale.

Assaggiare e regolare di sale.

Il sapore deve essere abbastanza intenso, perché dopo il raffreddamento la percezione della sapidità diminuirà leggermente.

Come verificare se il fondo gelatinizza

Versare un cucchiaio di fondo su un piccolo piattino freddo.

Metterlo in frigorifero per circa 10-15 minuti.

Se il liquido assume una consistenza gelatinosa, può essere utilizzato.

Se rimane completamente liquido, proseguire ancora un po’ la riduzione.

La capacità di gelatinizzare varia secondo i pezzi di tacchino utilizzati.

Per una versione più prevedibile si può ricorrere a una piccola quantità di gelatina alimentare seguendo esattamente le indicazioni riportate sulla confezione, anche se la preparazione tradizionale punta sulla gelatina naturalmente sviluppata durante la cottura.

Assemblaggio

10. Preparare lo stampo

Utilizzare una pirofila, uno stampo da plumcake oppure piccoli stampi individuali.

Versare sul fondo un sottile strato del liquido caldo.

Lasciare intiepidire leggermente.

11. Sistemare il tacchino

Distribuire i pezzi di carne nello stampo in maniera ordinata.

Se desiderato, aggiungere alcune fettine della carota cotta e qualche foglia di prezzemolo per creare un effetto decorativo.

Non comprimere eccessivamente la carne.

12. Versare il fondo

Versare lentamente il liquido filtrato fino a ricoprire gli spazi tra i pezzi di tacchino.

Battere molto delicatamente lo stampo sul piano di lavoro per eliminare eventuali grandi bolle d’aria.

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente soltanto per il tempo strettamente necessario.

Raffreddamento

Quando la preparazione non è più calda, trasferirla in frigorifero.

Lasciare rassodare per almeno 6 ore, preferibilmente per tutta la notte.

La gelatina dovrà diventare sufficientemente compatta da mantenere la propria forma durante il taglio.

Come sformare il Tacchino alla Canzanese

Passare delicatamente una lama sottile lungo i bordi dello stampo.

Immergere soltanto la parte esterna dello stampo in acqua tiepida per pochi secondi.

Appoggiare sopra un piatto da portata e capovolgere con un movimento deciso.

Non utilizzare acqua molto calda e non lasciare lo stampo immerso troppo a lungo, altrimenti la gelatina inizierà a sciogliersi.

Come ottenere una gelatina limpida

La cottura deve essere dolce.

Un’ebollizione troppo vigorosa tende a rendere il fondo torbido.

Anche la filtrazione è importante. Utilizzare un colino molto fine ed evitare di schiacciare energicamente le verdure durante il passaggio.

Infine, rimuovere una parte del grasso superficiale permette di ottenere una gelatina più pulita.

Perché utilizzare carne con osso

Per questa ricetta il petto di tacchino da solo non è la scelta ideale.

Le parti con osso, pelle e tessuto connettivo rilasciano sostanze che contribuiscono alla formazione naturale della gelatina.

Dopo la cottura, pelle e ossa vengono eliminate e nel piatto rimane soltanto la carne tenera.

Il riposo è fondamentale

Il Tacchino alla Canzanese non deve essere preparato immediatamente prima del pasto.

La fase di raffreddamento è parte integrante della ricetta.

La gelatina necessita di diverse ore per rassodarsi completamente e la carne ha tempo di assorbire gli aromi del fondo.

Prepararlo la sera precedente rappresenta quindi una soluzione particolarmente pratica.

Variante in monoporzioni

Per una presentazione elegante è possibile utilizzare piccoli stampi individuali.

Sistemare sul fondo una foglia di prezzemolo e qualche fettina sottile di carota.

Aggiungere il tacchino e completare con il fondo.

Dopo il raffreddamento, sformare direttamente nei singoli piatti.

Variante con limone

Qualche goccia di succo di limone può essere aggiunta al fondo filtrato prima di versarlo nello stampo.

Bisogna utilizzarne una quantità moderata: deve soltanto alleggerire il gusto della carne senza trasformare il profilo aromatico della preparazione.

Come servire il Tacchino alla Canzanese

Togliere la preparazione dal frigorifero poco prima del servizio.

Tagliarla con un coltello affilato in porzioni abbastanza spesse, in modo che carne e gelatina rimangano insieme.

Può essere accompagnata da un’insalata verde, verdure sott’aceto, ortaggi grigliati oppure pane casereccio.

Un contorno semplice permette di mantenere protagonista il contrasto tra carne tenera e gelatina aromatica.

Conservazione

Conservare sempre il Tacchino alla Canzanese in frigorifero.

Una volta preparato e correttamente raffreddato, è preferibile consumarlo entro 2-3 giorni.

Coprirlo accuratamente oppure conservarlo in un contenitore chiuso, perché la gelatina tende ad assorbire gli odori presenti nel frigorifero.

Non lasciarlo a temperatura ambiente per periodi prolungati.

Si può congelare?

La congelazione non è particolarmente consigliata.

Dopo lo scongelamento la struttura della gelatina può deteriorarsi e rilasciare acqua, compromettendo la consistenza caratteristica del piatto.

È preferibile preparare una quantità adeguata al numero di persone e consumarla fresca.

Domande frequenti

Perché la gelatina non si è solidificata?

Il fondo potrebbe essere troppo diluito oppure i pezzi di tacchino utilizzati potrebbero aver rilasciato poco collagene. È possibile ridurre ulteriormente il liquido o, in una versione domestica, utilizzare una quantità controllata di gelatina alimentare.

Posso utilizzare soltanto il petto di tacchino?

È sconsigliato se si vuole ottenere naturalmente la gelatina. Il petto può essere presente, ma è preferibile cuocerlo insieme a parti con osso e tessuto connettivo.

Quanto deve riposare in frigorifero?

Almeno 6 ore. Per un risultato più stabile è consigliabile lasciarlo riposare per tutta la notte.

Posso prepararlo due giorni prima?

Sì, purché venga raffreddato correttamente e conservato sempre in frigorifero in un contenitore ben coperto.

Perché la gelatina è torbida?

Una bollitura troppo forte, una filtrazione insufficiente oppure un eccesso di grasso possono rendere il fondo meno limpido.

Deve essere servito caldo o freddo?

Freddo. La consistenza gelatinosa che caratterizza la preparazione si mantiene proprio grazie alla bassa temperatura.

Conclusione

Il Tacchino alla Canzanese in Gelatina Aromatica è una preparazione abruzzese particolare, nella quale la lenta cottura svolge una doppia funzione: rende tenera la carne e crea un fondo ricco capace di trasformarsi in gelatina durante il raffreddamento.

Aglio, alloro, rosmarino, pepe e vino bianco arricchiscono il liquido di cottura con profumi delicati, mentre il lungo riposo in frigorifero permette alla preparazione di acquisire la sua consistenza caratteristica.

Preparato con un giorno di anticipo e servito freddo in fette regolari, il Tacchino alla Canzanese offre un interessante contrasto tra la morbidezza della carne e la freschezza della gelatina, rappresentando una delle preparazioni più singolari della tradizione gastronomica teramana e abruzzese.

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