Taralli al finocchietto in formato mini per i bambini: meno sale e semi pestati
I taralli al finocchietto sono uno snack salato semplice e profumato, tipico della tradizione pugliese. Croccanti, piccoli e facili da sgranocchiare, sono perfetti per la merenda, per un aperitivo in famiglia o da mettere in tavola al posto dei grissini. Il profumo dei semi di finocchio è delicato e rende l’impasto saporito senza essere troppo intenso, così questi taralli conquistano anche i bambini più selettivi. Si preparano con pochi ingredienti e il doppio passaggio in acqua bollente e forno regala la classica consistenza friabile.
Ingredienti
- 500 g di farina 00
- 150 ml di vino bianco secco
- 120 ml di olio extravergine di oliva
- 10 g di sale fino
- 8 g di semi di finocchio
- Acqua per la bollitura

Preparazione
Prepara l’impasto
Raccogli in una ciotola la farina, il sale e i semi di finocchio. Aggiungi il vino bianco e l’olio, poi impasta fino a ottenere un composto liscio e compatto. Copri e lascia riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
Forma i taralli
Dividi l’impasto in piccoli pezzi e ricava dei cordoncini spessi circa 1 cm. Tagliali a pezzi di 8-10 cm, chiudili ad anello sovrapponendo leggermente le estremità e premile bene per sigillarle.

Lessali in acqua bollente
Porta a bollore una pentola con abbondante acqua. Tuffa pochi taralli alla volta e scolali con una schiumarola appena salgono in superficie. Sistemali su un canovaccio pulito e lasciali asciugare per circa 30 minuti.
Cuoci in forno
Disponi i taralli su una teglia rivestita con carta forno e cuocili in forno statico preriscaldato a 200 °C per 25-30 minuti, finché saranno dorati e ben asciutti. Lasciali raffreddare completamente prima di servirli.
I consigli di Rosa
In questo impasto non c’è lievito: la friabilità arriva tutta dal vino e dall’olio, che tengono corta la maglia del glutine. Per questo non serve lavorarlo a lungo, basta che diventi liscio e compatto, e i 30 minuti di riposo servono a renderlo docile quando arrotoli i cordoncini.
La chiusura ad anello è il punto in cui i taralli si rovinano: sovrapponi le due estremità per un tratto generoso e premi bene, perché nell’acqua bollente si gonfiano e un anello chiuso male si apre proprio lì. Se il cordoncino ti scivola sotto le mani non infarinare il piano, lascialo nudo: l’attrito è quello che ti serve per rotolarlo.
L’asciugatura sul canovaccio dopo la bollitura non è tempo perso: infornati ancora umidi restano pallidi e non si asciugano fino al cuore. E lasciali raffreddare completamente prima di assaggiarli, perché appena sfornati sembrano ancora cedevoli ed è solo raffreddandosi che diventano friabili.
Conservazione
I taralli si conservano bene proprio perché in forno perdono quasi tutta l’umidità: tienili in una scatola di latta o in un barattolo di vetro ben chiuso, a temperatura ambiente e lontano dai fornelli. Nel sacchetto di plastica invece sudano e in poco tempo diventano cedevoli.
Se dovessero ammorbidirsi, per esempio in una giornata umida, si recuperano senza problemi: qualche minuto in forno caldo e tornano asciutti, purché li lasci raffreddare del tutto prima di rimetterli nel barattolo. In frigorifero non metterli mai, perché è proprio l’umidità la cosa che li rovina.
Come li faccio per i miei nipoti
Quando li preparo per i bambini cambio tre cose piccole ma decisive. Prima il sale: scendo da 10 a 6 g, perché il finocchietto profuma già abbastanza e il palato dei piccoli è più sensibile del nostro. Poi i semi: li pesto qualche secondo nel mortaio invece di lasciarli interi, così il sapore si distribuisce e nessuno si ritrova il seme intero sotto i denti, cosa che ai bambini dà più fastidio del gusto. Infine la misura: cordoncini da 5-6 cm invece di 8-10, chiusi ad anello grande come una moneta da due euro. Un tarallo mignon si tiene in una mano sola e non si sbriciola addosso.
Occhio al forno: i taralli piccoli cuociono più in fretta. A 200 °C controllali già dopo 18 minuti e sfornali appena sono biondi, non scuri. Bruciacchiati diventano amari e restano nel piatto.
Se in casa c’è un bimbo sotto i tre anni, sostituisci il vino con la stessa quantità di latte tiepido e aggiungi un cucchiaio d’olio: l’impasto resta lavorabile e il tarallo un filo meno duro da mordere. E falli aiutare ad arrotolare i cordoncini, è il gioco che li convince a mangiarli.
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