Pollo alla Cacciatora Leggera
Il pollo alla cacciatora leggera è una versione più delicata del grande classico della cucina italiana, preparata con poco olio, pollo senza pelle, pomodoro, verdure aromatiche e rosmarino. È un secondo piatto semplice e profumato, perfetto per il pranzo della domenica ma anche per una cena in famiglia durante la settimana. La cottura lenta rende la carne morbida e saporita, mentre il sugo resta gustoso senza risultare pesante. Da servire caldo, con un contorno di verdure o una fetta di pane casereccio.
Ingredienti
- 1 kg di pollo a pezzi senza pelle
- 400 g di polpa di pomodoro
- 1 cipolla dorata media
- 1 carota media
- 1 costa di sedano
- 1 spicchio d’aglio
- 100 ml di vino bianco secco
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 rametto di rosmarino
- 2 foglie di salvia
- 80 ml di brodo vegetale caldo o acqua
- sale fino q.b.
- pepe nero q.b.

Preparazione
Prepara il fondo aromatico
Trita finemente cipolla, carota e sedano. Scalda l’olio in un tegame capiente, aggiungi le verdure, l’aglio intero, il rosmarino e la salvia, poi lascia insaporire a fuoco dolce per 5 minuti.
Rosola il pollo
Unisci i pezzi di pollo e falli rosolare su tutti i lati per circa 8 minuti, girandoli con cura. La carne deve prendere colore senza bruciare il fondo.

Sfuma e aggiungi il pomodoro
Versa il vino bianco e lascialo evaporare a fiamma media. Aggiungi la polpa di pomodoro, il brodo caldo, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Cuoci lentamente
Copri con il coperchio e cuoci a fuoco basso per 35-40 minuti, girando il pollo di tanto in tanto. Se il sugo si asciuga troppo, aggiungi poca acqua calda.
Completa il piatto
Togli il coperchio negli ultimi 5 minuti per far restringere il fondo di cottura. Elimina l’aglio e servi il pollo alla cacciatora leggero ben caldo, con il suo sugo morbido e profumato.
I consigli di Rosa
Il trito di cipolla, carota e sedano deve appassire a fuoco dolce prima che arrivi il pollo: se lo lasci sfrigolare troppo si scurisce, e in una cacciatora leggera, dove non c’è grasso a smorzare, quell’amaro resta nel sugo fino alla fine.
Mentre rosoli i pezzi tieni d’occhio il fondo del tegame: deve prendere un colore ambrato, non nero. Quella patina attaccata è tutto il sapore del piatto, e il vino bianco serve proprio a scioglierla e recuperarla, quindi versalo mentre il fondo è ancora chiaro e non quando è già bruciato.
Regola il sale solo alla fine, dopo che il sugo si è ristretto senza coperchio: durante la cottura lunga il liquido evapora e concentra tutto, e un sugo che ti sembrava giusto a metà strada arriva salato nel piatto. Rosmarino, salvia e aglio toglili prima di servire, hanno già lasciato quello che dovevano.
Conservazione
È uno di quei piatti che il giorno dopo hanno più gusto: riposando, il sugo entra nella carne e il trito di cipolla, carota e sedano si fonde meglio con il pomodoro. Tienilo coperto in frigorifero, con i pezzi di pollo sempre immersi nel sugo, e si mantiene un paio di giorni.
Il pollo senza pelle è magro e si asciuga se lo scaldi troppo forte: usa un tegame a fiamma bassa con il coperchio e, se il sugo si è rappreso in frigorifero, allungalo con poca acqua calda esattamente come faresti durante la cottura. Si presta bene anche al congelatore, purché lo porzioni con abbondante sugo attorno, che in questo caso fa da barriera contro il freddo.
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