Ricette italiane di casa, spiegate passo passo

Cucina di Rosa
Pollo e Tacchino

Tacchino alla Canzanese – Abruzzo: la ricetta tradizionale

Tacchino alla Canzanese – Abruzzo: la ricetta tradizionale

Il Tacchino alla Canzanese è una specialità della cucina abruzzese legata a Canzano, in provincia di Teramo. A differenza di molti piatti di tacchino serviti caldi con pomodoro, la preparazione tradizionale si distingue per la lunga cottura della carne e soprattutto per il suo fondo, che raffreddandosi forma una caratteristica gelatina naturale.

È quindi un piatto che richiede tempo e riposo, ma non una tecnica particolarmente complicata. Tradizionalmente viene preparato in anticipo e servito freddo o a temperatura ambiente, accompagnato dalla sua gelatina profumata.

Scheda della ricetta

  • Porzioni: 6 persone
  • Preparazione: 25 minuti
  • Cottura: circa 2 ore e 30 minuti
  • Riposo: almeno 8 ore
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Preparazione consigliata: il giorno precedente
  • Cottura: forno statico
  • Temperatura: 170 °C
  • Pirofila: capiente e dai bordi alti

Ingredienti

  • 1,5 kg di tacchino a pezzi, preferibilmente con alcune parti con osso
  • 1 litro circa di acqua
  • 4 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 foglie di alloro
  • 6–8 grani di pepe nero
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • sale

Per completare:

  • pepe nero macinato al momento
  • qualche rametto di rosmarino

Preparazione

1. Preparare il tacchino

Controllate accuratamente i pezzi di tacchino ed eliminate eventuali residui di piume. Tamponate la carne con carta da cucina.

Per questa preparazione è utile utilizzare anche pezzi con ossa, pelle e tessuti connettivi. Durante la lunga cottura questi elementi contribuiscono alla formazione di un fondo ricco di collagene che, una volta raffreddato, diventerà gelatinoso.

Sistemate i pezzi di tacchino in una pirofila capiente, evitando per quanto possibile di sovrapporli eccessivamente.

2. Aggiungere gli aromi

Distribuite tra i pezzi di carne gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati, il rosmarino, l’alloro e i grani di pepe.

Salate con moderazione.

Versate il vino bianco e aggiungete acqua fino a raggiungere circa metà o poco più dell’altezza della carne.

Non è necessario sommergere completamente il tacchino.

3. Iniziare la cottura

Preriscaldate il forno statico a 170 °C.

Coprite la pirofila con un coperchio adatto al forno oppure con un doppio foglio di alluminio ben sigillato.

Infornate e lasciate cuocere per circa 1 ora e 30 minuti.

Durante questa prima fase la carne deve cuocere lentamente e rilasciare i propri succhi nel liquido.

4. Girare la carne

Trascorso il primo periodo di cottura, estraete con attenzione la pirofila.

Girate i pezzi di tacchino e controllate la quantità di liquido. Se il fondo si è ridotto eccessivamente, aggiungete poca acqua calda.

Coprite nuovamente e continuate la cottura per altri 40–50 minuti.

La carne dovrà diventare molto tenera senza disfarsi completamente.

5. Far restringere il fondo

Togliete il coperchio e continuate la cottura per altri 20–30 minuti.

In questa fase il liquido deve ridursi e concentrarsi. Girate eventualmente la carne una volta affinché acquisti una leggera doratura uniforme.

Non lasciate però asciugare completamente il fondo: sarà proprio questo liquido concentrato a trasformarsi nella caratteristica gelatina.

6. Controllare la cottura

La carne è pronta quando risulta molto tenera e si separa facilmente dalle ossa.

Sfornate e lasciate intiepidire per circa 20 minuti.

Eliminate l’alloro e gli eventuali rametti di rosmarino ormai sfaldati.

Potete lasciare i pezzi interi oppure disossare delicatamente quelli più grandi.

7. Preparare il tacchino per il riposo

Sistemate ordinatamente la carne in un recipiente abbastanza profondo.

Filtrate il liquido di cottura attraverso un colino e versatelo sopra il tacchino.

Il fondo deve essere concentrato e saporito. Se vi sembra ancora troppo liquido, trasferitelo prima in un pentolino e fatelo ridurre dolcemente per alcuni minuti.

Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente per il tempo strettamente necessario.

8. Formare la gelatina

Quando la preparazione non è più calda, coprite il recipiente e trasferitelo in frigorifero.

Lasciate riposare per almeno 8 ore, preferibilmente per tutta la notte.

Durante il raffreddamento il collagene presente nel fondo dovrebbe trasformarlo in una gelatina morbida e naturale che avvolge la carne.

Il giorno successivo eliminate eventualmente dalla superficie l’eccesso di grasso solidificato.

Il segreto della gelatina naturale

La gelatina è uno degli elementi distintivi del Tacchino alla Canzanese.

Per ottenerla è importante utilizzare parti del tacchino ricche di pelle, ossa e tessuto connettivo. Preparare la ricetta esclusivamente con petto disossato rende molto più difficile ottenere lo stesso risultato.

Anche la riduzione del fondo è fondamentale. Se rimane troppa acqua, una volta raffreddato il liquido potrebbe non raggiungere la consistenza desiderata.

Non bisogna però ridurlo eccessivamente, perché la carne deve rimanere accompagnata da una quantità generosa di fondo.

Come servire il Tacchino alla Canzanese

Il piatto viene tradizionalmente apprezzato freddo o non troppo freddo.

Toglietelo dal frigorifero circa 15–20 minuti prima di servirlo, soprattutto se la gelatina è diventata molto compatta.

Disponete i pezzi di carne sul piatto insieme a porzioni della loro gelatina.

Può essere accompagnato da pane casereccio, verdure cotte, insalata oppure contorni semplici che non coprano il sapore delicato della carne.

Consigli

Utilizzate un tacchino di buona qualità e non scegliete soltanto parti molto magre.

La cottura deve essere lenta: temperature troppo elevate rischiano di asciugare la carne prima che il fondo abbia avuto il tempo di svilupparsi.

Aggiungete il sale con prudenza all’inizio. Il liquido diventerà progressivamente più concentrato e quindi anche più sapido.

Non eliminate tutto il grasso durante la cottura. Una parte contribuisce al gusto del fondo; l’eccesso potrà essere rimosso facilmente dopo il raffreddamento.

Preparate il piatto il giorno prima. Il lungo riposo non è soltanto comodo, ma rappresenta una fase essenziale della ricetta.

Varianti familiari

Come accade per molte preparazioni tradizionali, esistono differenze tra le ricette familiari.

Alcune versioni utilizzano pochissimo vino, altre puntano principalmente su acqua, aglio e rosmarino. Anche la quantità e il tipo di aromi possono variare.

Ciò che caratterizza maggiormente la preparazione rimane la cottura lenta del tacchino e il successivo raffreddamento nel suo fondo.

Pomodoro, olive e capperi non sono elementi necessari per identificare la versione tradizionale del Tacchino alla Canzanese.

Conservazione

Il Tacchino alla Canzanese deve essere conservato in frigorifero, ben coperto e immerso per quanto possibile nella propria gelatina.

È preferibile consumarlo entro 2–3 giorni.

Prelevate soltanto la quantità necessaria e rimettete rapidamente il resto in frigorifero.

Poiché la gelatina naturale cambia consistenza con la temperatura, non lasciate il piatto per periodi prolungati a temperatura ambiente.

FAQ

Il Tacchino alla Canzanese si mangia caldo?
La caratteristica della preparazione è proprio il riposo che consente al fondo di diventare gelatinoso. Per questo viene normalmente servito freddo o lasciato stemperare brevemente prima del consumo.

È necessario aggiungere gelatina alimentare?
Nella preparazione tradizionale si punta sulla gelatina prodotta naturalmente dal collagene della carne durante la lunga cottura.

Perché il mio fondo non si è solidificato?
Probabilmente era presente troppo liquido oppure sono state utilizzate parti eccessivamente magre e prive di pelle e ossa.

Posso usare soltanto il petto di tacchino?
Non è la scelta migliore. Il petto è molto magro e non fornisce abbastanza collagene per ottenere facilmente la tipica gelatina.

Quanto deve riposare?
Almeno 8 ore in frigorifero. Prepararlo la sera precedente e servirlo il giorno successivo è la soluzione ideale.

Un piatto storico della cucina abruzzese

Il Tacchino alla Canzanese è una ricetta che dimostra come una tecnica di cottura semplice possa trasformare pochi ingredienti in una preparazione particolare. Il lungo passaggio in forno rende la carne tenera, mentre il fondo concentrato si trasforma, durante il raffreddamento, nella gelatina che caratterizza il piatto.

Preparato con anticipo e servito insieme al suo fondo aromatico, rappresenta una specialità profondamente legata alla tradizione gastronomica di Canzano e dell’Abruzzo.

Non perderti le nostre migliori ricette!

Ricevi ogni settimana i nostri articoli più popolari, gratis.

Tutte le ricette: Pollo e Tacchino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *