Taralli al finocchietto per l’apericena: dosi per quattro e vassoio sempre croccante
I taralli al finocchietto sono uno snack salato fragrante e profumato, tipico della tradizione pugliese e perfetto da servire con un aperitivo, un tagliere di salumi e formaggi o semplicemente da sgranocchiare durante la giornata. Si preparano con pochi ingredienti essenziali: farina, olio extravergine d’oliva, vino bianco e semi di finocchio. Il passaggio in acqua bollente prima della cottura in forno regala ai taralli la loro consistenza inconfondibile, croccante e friabile. Una volta portati in tavola, spariscono davvero in pochi minuti.
Informazioni sulla ricetta
- Porzioni: circa 60 taralli
- Tempo di preparazione: 50 minuti
- Tempo di cottura: 35 minuti
- Tempo totale: circa 2 ore e 35 minuti
- Difficoltà: Media
- Costo: Molto economico
Ingredienti
- 500 g di farina 00
- 125 ml di olio extravergine d’oliva
- 200 ml di vino bianco secco
- 12 g di sale fino
- 10 g di semi di finocchio
SalvaPreparazione
Prepara l’impasto
Versa la farina in una ciotola, aggiungi il sale e i semi di finocchio. Unisci l’olio extravergine d’oliva e il vino bianco poco alla volta, impastando fino a ottenere un composto liscio, sodo e non appiccicoso.
Fai riposare la pasta
Forma un panetto, coprilo con un canovaccio pulito e lascialo riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.
SalvaForma i taralli
Stacca piccoli pezzi di impasto e ricava dei filoncini spessi circa 1 cm. Tagliali in pezzi da 8-10 cm, chiudili ad anello e sigilla bene le estremità premendole leggermente.
Lessali in acqua bollente
Porta a bollore una pentola d’acqua. Immergi pochi taralli alla volta e scolali con una schiumarola appena salgono a galla. Sistemali su un canovaccio e lasciali asciugare per circa 15 minuti.
Cuoci in forno
Disponi i taralli su una teglia rivestita con carta forno e cuocili in forno statico preriscaldato a 190 °C per 30-35 minuti, finché risultano dorati e asciutti. Lasciali raffreddare completamente prima di servirli.
I consigli di Rosa
Piccoli accorgimenti imparati in tanti anni di cucina, che vale la pena non saltare.
Il forno va portato alla temperatura massima con largo anticipo: i lievitati hanno bisogno di un colpo di calore iniziale per svilupparsi bene. Usa acqua a temperatura ambiente e sciogli il lievito senza contatto diretto con il sale: il sale a contatto diretto ne rallenta l’azione.
Conservazione
Si conserva per 1-2 giorni in un sacchetto di carta o avvolta in un canovaccio pulito. Puoi congelarla già a fette: 5 minuti in forno caldo a 180°C e tornerà fragrante come appena sfornata.
Dosi e tempi per un apericena da quattro
Con 500 g di farina ti ritrovi oltre sessanta taralli: troppi, se siete in quattro. Per una serata dimezza tutto: 250 g di farina, 100 ml di vino, 60 ml di olio, 6 g di sale e 5 g di semi di finocchio. Vengono una trentina di pezzi, sette o otto a testa, la quantità giusta quando sul tagliere ci sono anche salumi e formaggi.
Sui tempi non barare. Il tarallo appena sfornato è ancora cedevole: la croccantezza arriva raffreddando. Calcola quaranta minuti buoni tra l’uscita dal forno e l’arrivo degli ospiti. Se vuoi portarti avanti, l’impasto aspetta anche tre ore in frigo ben coperto; tiralo fuori venti minuti prima di formare gli anelli.
Al momento di servirli:
- ciotole basse e larghe, mai un unico mucchio alto: quelli sotto si ammorbidiscono
- niente coperchio e niente frigo durante la serata, l’umidità è la loro nemica
- riempi due ciotole a metà e rifornisci, così l’ultimo giro è croccante come il primo
Accanto ci stanno benissimo una stracciatella, il capocollo tagliato sottile e qualche oliva.
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