Focaccia calabrese con ‘nduja e cipolla rossa in versione mini per la festa dei bambini
La focaccia calabrese con ‘nduja e cipolla rossa in versione mini è una proposta salata perfetta per un buffet, una merenda rustica o una festa con tanti assaggi da condividere. L’impasto è soffice, leggermente dorato ai bordi, mentre il condimento unisce il gusto intenso della ‘nduja alla dolcezza della cipolla rossa di Tropea. Le mini focacce sono pratiche da servire e belle da portare in tavola, ideali quando si vuole preparare qualcosa di diverso dalle solite pizzette senza complicare troppo il lavoro in cucina.
Ingredienti
- Farina 0: 500 g
- Acqua tiepida: 320 ml
- Lievito di birra fresco: 8 g
- Olio extravergine di oliva: 40 ml
- Sale fino: 10 g
- Zucchero: 1 cucchiaino
- ‘Nduja calabrese: 100 g
- Cipolle rosse di Tropea: 2 medie
- Origano secco: 1 cucchiaino
- Sale: q.b. per le cipolle
- Olio extravergine di oliva: q.b. per condire e ungere

Preparazione
Preparare l’impasto
Sciogli il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero. Versa la farina in una ciotola, aggiungi l’acqua con il lievito e inizia a impastare. Unisci l’olio e, solo alla fine, il sale. Lavora fino a ottenere un impasto liscio e morbido.
Far lievitare
Forma una palla, sistemala in una ciotola leggermente unta, copri e lascia lievitare per circa 2 ore, o finché l’impasto sarà raddoppiato di volume.

Preparare cipolla e ‘nduja
Affetta sottilmente le cipolle rosse e condiscile con un filo d’olio, un pizzico di sale e l’origano. Ammorbidisci la ‘nduja in una ciotolina lavorandola con un cucchiaio, così sarà più facile distribuirla sulle focaccine.
Formare le mini focacce
Dividi l’impasto in 12 pezzi, forma delle palline e schiacciale con le dita su una teglia unta, ottenendo piccoli dischi spessi circa 1 cm. Lasciali riposare per 25-30 minuti.
Condire e cuocere
Distribuisci su ogni mini focaccia poca ‘nduja e qualche fettina di cipolla rossa. Completa con un filo d’olio e cuoci in forno statico preriscaldato a 220 °C per 15-18 minuti, finché le focacce saranno gonfie e dorate.
I consigli di Rosa
I dischetti si schiacciano con le dita e mai col matterello: le fossette che lasci sono quelle che trattengono l’olio e il condimento, mentre il matterello espelle l’aria e ti restituisce dodici biscotti piatti al posto di dodici focaccine gonfie. Falli tutti dello stesso spessore, perché in un formato così piccolo bastano pochi millimetri di differenza per averne alcune bruciate e altre pallide.
Il riposo dopo la formatura serve a far rilassare i dischetti prima del condimento. Se li guarnisci appena schiacciati, in forno si ritirano verso il centro e la ’nduja scivola sui bordi e finisce sulla teglia, dove brucia e affumica tutto il resto.
La ’nduja va ammorbidita col cucchiaio e distribuita a fiocchetti piccoli e distanziati, non spalmata: è molto grassa e in forno si scioglie allargandosi da sola, quindi quella che sembra poca all’inizio è la quantità giusta alla fine. Le fettine di cipolla, invece, vanno condite prima con olio, sale e origano, perché su una focaccina piccola che cuoce in fretta e in superficie una cipolla nuda si secca e si brucia prima che l’impasto sia pronto. E se le porti a una festa di bambini, lascia metà delle focaccine con la sola cipolla: la ’nduja calabrese è piccante sul serio.
Conservazione
Avendo poca mollica rispetto a una focaccia in teglia, queste focaccine si asciugano più in fretta: si conservano 1-2 giorni avvolte in un canovaccio pulito o chiuse in un sacchetto di carta, sempre a temperatura ambiente. In frigorifero irrigidiscono e in una notte diventano dure.
Falle intiepidire su una griglia e non su un piatto: il grasso della ’nduja cola verso il basso e, se il fondo non respira, il vapore lo ammorbidisce e lo lascia unto. Si congelano bene già cotte e intere, e per riportarle fragranti bastano pochi minuti in forno ben caldo, anche direttamente da congelate.
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